Perciun vs Don Bolsius, un confronto che non deve necessariamente avere un vincitore. Il vero successo sta nel capire le differenze e cosa uno può dare più o in modo diverso dall’altro. Lo facciamo analizzando le heatmap e i numeri delle ultime partite, che ci raccontano due modi diversi di interpretare il ruolo di trequartista: Perciun più orientato alla connessione e al lavoro senza palla, Bolsius più portato a trasformare il possesso in una giocata verso la porta.

Heatmap Bolsius contro il Padova

 

A Padova Bolsius ha fatto registrare una presenza importante nelle zone centrali, soprattutto nei pressi della trequarti e del limite dell’area, con qualche movimento verso le fasce. Non è, insomma, semplicemente un esterno che viene spostato qualche metro più indietro o più dentro al campo. Ed è qui che il confronto con Perciun diventa interessante. La sua attività si è distribuita tra centrocampo e trequarti, con una presenza significativa nella zona centrale del campo e una leggera tendenza a spostarsi verso destra. Ha ricevuto più in basso, si è mosso tra le linee ed è arrivato anche in zone avanzate. La differenza, quindi, è soprattutto in ciò che cercano di fare una volta arrivati lì.

 

Heatmap Perciun contro il Verona

Ai numeri di Don, confrontiamo quelli dell’ex Toro contro il Verona, che è stata forse la sua miglior prestazione. Nell’ultima partita, Bolsius ha totalizzato 40 tocchi, completando 18 dei 22 passaggi tentati. Contro il Verona, Perciun è arrivato a 41 tocchi, con 19 passaggi riusciti su 23. Ma il primo ha chiuso la partita con 3 passaggi chiave, 3 tiri e 2 dribbling riusciti. Perciun con 1 passaggio chiave, nessun tiro e nessun dribbling riuscito.

 

Dunque con un numero simile di palloni giocati, Bolsius ha cercato più spesso di portare l’azione verso la porta. Anche il dato degli assist previsti è molto simile: 0,08 per Bolsius e 0,07 per Perciun — ma il modo per arrivarci è diverso. Bolsius ha prodotto più situazioni direttamente orientate alla porta, mentre Perciun ha partecipato maggiormente alla gestione del possesso. Si potrebbe riassumere così: Perciun occupa la zona per collegare. Bolsius per attaccare.

 

Tomei al “Del Duca”

In fase difensiva? Perciun 4 contrasti, 3 dei quali vinti, 6 recuperi, 13 duelli a terra e 3 duelli aerei, oltre a 4 contributi difensivi. Bolsius solo 6 palloni recuperati. Con il moldavo c’è maggiore partecipazione senza palla ma con l’olandese si guadagna in imprevedibilità offensiva.

 

Contro un avversario che concede poco spazio tra le linee, la capacità di Bolsius di saltare l’uomo o cercare la conclusione può diventare un’arma importante. In una partita in cui l’Ascoli ha invece bisogno di consolidare il possesso, collegare centrocampo e attacco e mantenere maggiore equilibrio, le caratteristiche di Perciun possono avere un peso diverso. Per l’Ascoli, la vera novità potrebbe essere proprio la possibilità di scegliere non soltanto chi mettere sulla trequarti, ma che cosa chiedergli di fare.

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