Club “Pallonari Ascoli – sez. Montegiorgio” con gli ex

 

Un tuffo nel passato per la nascita della sezione Montegiorgio del Club “Pallonari Ascoli Calcio”. Al ristorante La Scampagnata si è tenuto oggi, domenica 6 settembre, il grande pranzo bianconero. Ospiti d’onore quattro ex campioni bianconeri: Giuseppe Carillo, Pietro Zaini, Domenico “Meco” Agostini e Claudio Pierantozzi. Presenti anche i rappresentanti di “Regio V Picenum”, “Fedelissimi Arquata” e “Offida bianconera”. Circa 50 i tifosi accorsi con entusiasmo nel Fermano a godere di una giornata perfetta per rievocare vecchi ricordi. Sul tavolo delle leggende anche Alan Petrini, Vice Sindaco di Montegiorgio, il Sindaco di Servigliano Marco Rotoni e Ivano Bascioni, Sindaco di Belmonte Piceno. Tutti e tre hanno posato la fascia, e indossato la sciarpa, metaforicamente, per raccontare una vita passata a seguire le gesta del Picchio in giro per l’Italia. A presentare l’evento il giornalista Edoardo Ciriaci insieme ad Antonella Regnicoli.

 

La festa ha avuto inizio seguendo fedelmente la scaletta musicale del giorno di partita allo stadio “Del Duca”. Alle note dell’inno “Ascoli sei grande”, sono seguite quelle di “Un’avventura” di Lucio Battisti, sulle quali già dalla scorsa stagione la tifoseria ha creato un nuovo coro. Sciarpe e bandiere si sono alzate nella sala per accogliere i grandi ospiti. Seduto tra i tavoli anche Andrea Martelli. Storico tamburino e figurante della Quintana, ma soprattutto istituzione della tifoseria organizzata. Persino gli ospiti hanno ricordato i momenti in cui la città si vestiva a festa già dalla mattina per prepararsi al meglio alle sfide.

A sinistra la presidente pro tempore Caterina Felici

«Qui anche per ricordare Alberto Liberati – ha detto la presidente protempore della sezione Montegiorgio, Caterina Felicicompianto presidente del Club “Costantino Rozzi”. Noi viviamo l’Ascoli in maniera differente, vi aspettiamo tutti per guardare le partite in trasferta insieme».

 

Parola poi al segretario pro tempore Anselmo Rossi, per la lettura di una lettera personale e molto toccante: «Oggi non stiamo solo inaugurando una sede o una targa, stiamo ufficialmente piantando una nuova bandierina bianconera nel cuore del nostro territorio. Vedere questa sala così piena di sciarpe, di sorrisi e di generazioni diverse unite dagli stessi colori è la dimostrazione più bella che l’Ascoli Calcio non è solo una squadra di calcio, ma una fede, una storia d’amore che si tramanda di padre in figlio e un legame viscerale che ci unisce in un’unica grande famiglia».

Da sinistra: Pierantozzi, Agostini, Rossi, Zaini e Carillo

 

E ancora:

«Montegiorgio torna ad avere la sua casa bianconera, un traguardo frutto della passione di un gruppo di amici che ci ha creduto fin dal primo giorno».

I ringraziamenti «al direttivo e ai soci fondatori per il tempo, l’energia e il lavoro instancabile dedicato a questo progetto in queste settimane. A Edoardo Pizi, al presidente Pino Bolli e ai soci fondatori del Club Pallonari Ascoli, che ci hanno preso per mano indicando la via, senza il loro impegno oggi non saremmo qui. Alle Amministrazioni Comunali presenti e agli ex calciatori, con la speranza che questo Club diventi un punto di ritrovo sano, un luogo di amicizia, di condivisione e di sostegno incondizionato alla nostra squadra, nei momenti di gioia e in quelli difficili, sempre a testa alta», conclude Rossi.

 

Tra una portata e l’altra, le brevi interviste agli ex, poi premiati con una stampa raffigurante una loro vecchia foto con la maglia bianconera addosso. Tutti si sono detti sorpresi del costante affetto della piazza, seppur a distanza di anni e con l’Ascoli che ha affrontato momenti indimenticabili in negativo. Agostini ha “svelato” i segreti della sua rovesciata al Pisa, Pierantozzi ha ricordato le emozioni di un passato quando era poco più che un ragazzino, Zaini cosa significa passare da tifoso a calciatore in tutte le categorie professionali e Carillo lo scambio di maglie con Maradona quando ne “limitò le movenze”, come la stampa scrisse al tempo. Poi la tradizionale lotteria, il taglio della torta e la promessa di rivedersi presto allo stadio.

 

 

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