Il bollo auto torna al centro del confronto politico dopo la decisione del Governo di intervenire sulla tassa automobilistica a partire dal 2027. Il Consiglio dei ministri ha approvato un provvedimento che prevede l’esenzione dal pagamento per le autovetture con potenza fino a 80 kW, circa 109 cavalli, e per i motocicli. La misura, secondo le stime diffuse dal Governo, interesserà complessivamente circa 14,5 milioni di veicoli.

 

A intervenire sul provvedimento è la sottosegretaria al ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano, esponente di Fratelli d’Italia, che rivendica la scelta dell’esecutivo come un intervento a sostegno delle famiglie e di quanti utilizzano quotidianamente l’auto.

 

«L’abolizione del bollo auto è una scelta politica chiara: stare dalla parte di chi lavora, produce e non può fare a meno dell’auto per vivere – afferma Albano -. Per anni il bollo è stato una tassa ingiusta, una patrimoniale mascherata che colpiva proprio il ceto medio, le famiglie, i pendolari. Il Governo Meloni ha avuto il coraggio di cancellarla».

 

Lucia Albano

La portata effettiva della novità è però più circoscritta rispetto a una cancellazione generalizzata del tributo. Per il momento l’esenzione riguarda infatti i versamenti con scadenza nel corso del 2027. Per le automobili il limite è fissato a 80 kW e l’agevolazione spetta alle persone fisiche per una sola vettura.

 

Nel caso di più auto che rientrano nei requisiti, l’esenzione viene riconosciuta secondo i criteri stabiliti dal provvedimento. La misura comprende anche i motocicli e i ciclomotori, con specifiche condizioni e sempre entro il limite di una sola agevolazione per contribuente. Un elemento importante, dunque, è che non sarà la cilindrata a determinare direttamente l’accesso al beneficio, ma la potenza del veicolo espressa in kilowatt.

 

La soglia di 80 kW equivale a circa 109 cavalli. Secondo le stime del Governo, rientrerebbe nell’esenzione oltre il 70% delle automobili attualmente circolanti, oltre ai motocicli, per un totale di circa 14,5 milioni di mezzi. Il bollo auto è una tassa regionale legata al possesso del veicolo e, proprio per questa ragione, la sua cancellazione pone anche un problema di compensazione delle entrate.

 

Dal 1999 la competenza sulla tassa automobilistica è infatti passata alle Regioni a statuto ordinario e alle Province autonome di Trento e Bolzano. Il Governo ha previsto un trasferimento di risorse agli enti territoriali per compensare il mancato gettito. Le stime riportate dopo il via libera al provvedimento indicano in circa 2,29 miliardi di euro la perdita di entrate per Regioni e Province autonome nel 2027. La misura interessa quindi direttamente anche i bilanci regionali.

 

Il bollo, infatti, non è una semplice imposta statale: la sua gestione e le relative regole possono presentare differenze territoriali, comprese alcune esenzioni e riduzioni già previste dalle singole Regioni. L’ACI ricorda che la tassa è dovuta in quanto legata al possesso del veicolo, indipendentemente dal suo effettivo utilizzo, salvo i casi di esenzione previsti dalla normativa. Sul piano politico, Albano presenta invece la novità come una svolta nella politica fiscale dell’esecutivo. «Il 70% degli italiani, proprietari di auto di piccola e media cilindrata, non dovrà più pagare un balzello anacronistico e vessatorio. Sono risorse che restano nelle tasche dei cittadini», sostiene la sottosegretaria.

 

La percentuale del 70%, va precisato, è una stima riferita dal Governo alla quota di automobili interessate, non significa che il 70% della popolazione italiana sarà esentato dal pagamento. La prospettiva indicata dall’esecutivo va comunque oltre il solo 2027. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito l’intervento una misura destinata a diventare strutturale, mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che l’obiettivo è rendere permanente l’esenzione attraverso la prossima legge di bilancio, una volta definite le relative coperture finanziarie. Per ora, dunque, l’unica esenzione già prevista è quella relativa al 2027.

 

«C’è chi negli anni le tasse le ha aumentate e c’è chi invece, pur in un contesto non semplice, le ha tagliate per aiutare gli italiani. E questo è merito del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni», conclude Albano.

 

Il confronto si sposta ora sulle modalità di applicazione della misura, sulla compensazione del mancato gettito alle Regioni e soprattutto sulla possibilità che l’esenzione, oggi prevista per il 2027, venga effettivamente trasformata in una cancellazione permanente del bollo per le vetture interessate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA