L’andamento meteorologico e fitosanitario di metà settembre porta novità rilevanti per gli olivicoltori delle province di Ascoli Piceno e Fermo. Se da un lato le recenti precipitazioni hanno concesso un importante respiro agli oliveti, permettendo ai frutti stressati dalla siccità di reidratarsi e recuperare il volume ideale per la fase fenologica in corso — compresa tra l’accrescimento delle drupe e l’inizio dell’invaiatura — dall’altro le condizioni climatiche impongono di mantenere altissima la guardia sul fronte dei parassiti.
A destare la maggiore attenzione in questi giorni è la mosca dell’olivo (Bactrocera oleae). I dati raccolti dalla rete di monitoraggio dell’Amap evidenziano un sensibile aumento delle catture di adulti all’interno delle trappole. Sebbene l’esame dei campioni di olive mostri per il momento un’infestazione attiva limitata a casi del tutto sporadici e una quasi totale assenza di deposizione delle uova, le condizioni meteo previste mettono a rischio gli impianti. Con l’ondata di instabilità e le piogge anche a carattere dilavante attese lungo il territorio, si profilano infatti le condizioni ideali per lo sviluppo dell’insetto.
Per questa ragione, i tecnici raccomandano di pianificare un intervento adulticida tempestivo non appena si sarà ristabilito il bel tempo, individuando nella data di lunedì 21 settembre il termine ultimo per completare le operazioni. La soglia di intervento è fissata all’1% di infestazione attiva. In questa fase la strategia prediletta resta quella dell’applicazione localizzata su porzioni di chioma, impiegando prodotti specifici come Spinosad in formulazione esca pronta, Cyantraniliprole tramite bait spray, o formulati idonei a base di Acetamiprid. In alternativa, o per chi adotta i disciplinari di agricoltura biologica, è possibile intervenire a piena chioma mediante Beauveria bassiana, principio attivo dotato anche di un’efficace azione repellente.
Oltre all’insidia della mosca, il bollettino segnala un’altra presenza ingombrante: si tratta della cimice asiatica (Halyomorpha halys), riscontrata in maniera massiccia, seppur disomogenea, negli oliveti monitorati. In vista della stagione fredda, per contrastare la popolazione svernante prima che cerchi riparo, si consiglia la collocazione di trappole per la cattura massale nei pressi di fabbricati, ricoveri attrezzi, serre o siepi. A questo scopo risultano efficaci sia i totem con attrattivi e pannelli collati, sia le soluzioni artigianali realizzate con cartoni delle uova impilati, da ritirare e distruggere prima dell’inverno.
Infine, lo sguardo degli agricoltori si allunga verso l’imminente campagna di raccolta. I parametri di maturazione e la consistenza della polpa si mantengono su buoni livelli, ma la qualità dell’olio finale dipenderà dal rispetto dei giusti tempi per ciascuna varietà. Per razze come il Leccino e l‘Ascolana Tenera si suggerisce di anticipare leggermente la raccolta rispetto al picco quantitativo per preservare le note aromatiche e la freschezza, mentre per varietà quali Frantoio, Carboncella, Piantone di Falerone e Sargano di Fermo, il momento ideale per cogliere le olive coinciderà con il raggiungimento della colorazione attorno al 50% della buccia, garantendo così il bilanciamento perfetto tra resa in frantoio e profilo organolettico.















