Andrea Oliveri in conferenza

La sosta procede nel segno della serenità al Picchio Village. Il gruppo lavora con regolarità, i nuovi arrivati si stanno via via integrando (resta da sciogliere soltanto il nodo Venuti) e il buon avvio da 10 punti in cinque partite alimenta un clima positivo. Prima dell’allenamento odierno ha parlato Andrea Oliveri, il laterale classe 2003 di proprietà dell’Atalanta arrivato in estate in prestito con diritto di riscatto.

Oliveri ha aperto sul proprio stato di forma, tema su cui Tomei si era già soffermato più volte nelle scorse settimane: «Ormai sto benissimo, non ho problemi di nessun tipo. È già da qualche settimana che comincio a sentirmi bene: questa sosta farà in modo che arriverò al 110%. Mi sono inserito benissimo, anche grazie all’aiuto del mister. È un gruppo già collaudato dall’anno scorso, ma per noi nuovi è stato davvero facile entrarci. Anche sotto l’aspetto del gioco è stato semplice, perché è uno stile a cui sono abituato».

Un passaggio inevitabile sulla stagione scorsa al Pescara, partita bene – con la doppietta contro l’Empoli e il gol a Marassi – e poi frenata dagli infortuni: «È stato un anno un po’ sfortunato. Siamo partiti alla grande, poi ho dovuto fermarmi per dei problemi fisici, fortunatamente non gravi, ma non siamo mai riusciti a trovare la soluzione definitiva e di conseguenza il mio utilizzo è sempre dipeso da ragioni fisiche, mai tattiche. È stato un anno strano, che però mi ha insegnato molto: oggi so ascoltare meglio il mio corpo e capire come gestire certe problematiche che tutti i calciatori possono incontrare».

Sul ruolo ideale, tema su cui Tomei stesso lo aveva definito un jolly, Oliveri non si nasconde ma ha le idee chiare: «Posso giocare in quasi tutti i ruoli, forse gli unici che non mi appartengono per caratteristiche sono il difensore centrale e la punta centrale. Se dovessi sceglierne uno in cui mi sento più a mio agio, è la mezzala: è quello che ho fatto quasi sempre. Ma con questo stile di gioco potrei adattarmi davvero a qualsiasi posizione». Sull’attuale utilizzo da esterno destro difensivo: «Mi ci sto adattando benissimo. L’unica cosa su cui sto lavorando maggiormente, su richiesta del mister, è la fase difensiva: negli anni passati avevo sempre giocato in modo un po’ più offensivo, ma con il tempo la farò sempre più mia».

Un pensiero sul Südtirol, prossimo avversario dopo la sosta: «Sarà uno dei test più importanti. Il Südtirol soprattutto in casa è una squadra che crea sempre problemi a tutti, e la sosta aiuta a migliorare la condizione ma può anche spezzare il ritmo partita. Ci prepareremo bene».

Sulla gestione dei nuovi da parte di Tomei, Oliveri ha confermato quanto già evidenziato dal ds Patti: «Ho poco da aggiungere a quello che è già stato detto. Se il gruppo è così è anche grazie allo staff. Il mister sin dall’inizio mi ha detto di rimettermi a posto il prima possibile: mi hanno sempre trattato con cautela e ci sono riusciti, perché oggi sto davvero bene anche grazie a loro».

(foto Andrea Vagnoni)

Sul pubblico del Del Duca e sull’entusiasmo della piazza: «Ho vissuto piazze molto calde, ma qui ad Ascoli sto notando un clima di passione unico. Ammetto che me ne era stata parlata, ma non con questo dettaglio. Giocare con lo stadio pieno fa sicuramente la differenza: è una spinta enorme, soprattutto in casa».

Chiusura sul futuro e sugli obiettivi personali: «Ho imparato dall’anno scorso a non mettermi degli obiettivi, ma pensare solo al presente. Oggi penso a fare il meglio possibile per me e per la squadra. Spero di poter dare una mano il prima possibile, perché per caratteristiche so di poter dare tanto. Ma penso solo al prossimo allenamento, alla prossima partita».

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