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Il “Conte” conquista il Vinitaly
ed entra nella guida 5StarWines

VERONA - L’azienda di Monteprandone tra le vincitrici dell’esclusivo “The Book 2019”, la guida internazionale del salone del vino, grazie al rosso Lukont che ottiene il punteggio di 91/100. Ennesimo successo per tutto il Piceno

L’azienda vitivinicola “Il Conte Villa Prandone” anche quest’anno porta alta la bandiera del Piceno al Vinitaly 2019, la fiera internazionale di Verona che da cinquantatré edizioni richiama i maggiori professionisti del vino di tutto il mondo.

Il Conte Villa Prandone al Vinitaly

A rendere speciale questo nuovo appuntamento, per l’azienda a conduzione familiare di Monteprandone, è stato il “5StarWines – The Book 2019”: una selezione annuale di vini organizzata da Vinitaly che si tiene poco prima delle quattro intense giornate di fiera. Un evento creato per scovare e promuovere tutte quelle cantine che si contraddistinguono per la qualità e il miglioramento dei propri prodotti. Se la scorsa edizione ha visto prendere parte circa 2.700 bottiglie, di cui solo 625 sono state selezionate ed inserite nella guida, quest’anno a ricevere l’esclusivo riconoscimento è stato il rosso IGT Lukont di casa “Il Conte”. Un vino complesso e sofisticato, ottenuto da vitigni 100% Montepulciano.
Aggiudicandosi un punteggio di 91/100, il Lukont è riuscito a conquistare il palato di un’altamente qualificata giuria di professionisti per il suo corpo pieno e robusto, il profondo colore rubino e un notevole profumo di liquirizia e frutti di bosco. Un prodotto decisamente di punta per la cantina marchigiana, non solo per il caratteristico nome che richiama lo storico soprannome della famiglia De Angelis, ma anche per l’elaborato processo di produzione che strizza l’occhio ai sapori di una volta. Come molti dei vini marcati “Il Conte”, il Lukont viene infatti realizzato secondo antiche ricette di famiglia. In questo caso, a fine fermentazione, il vino viene prima affinato in barriques di rovere per circa 15 mesi, poi per altrettanti mesi in vasche di cemento. Una tecnica, quest’ultima, che la famiglia De Angelis porta avanti da generazioni, avendo conservato e restaurato antiche botti di cemento risalenti agli anni ’50.
Il Lukont non è stato è stato l’unico vino piceno a entrare nella prestigiosa guida: con lui anche Rosso Fatjà 2015 di Terra Argillosa (qui l’articolo).  


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