
Mister Filippini con capitan Sosi, autore del gol del momentaneo 1-1.
di Salvatore Mastropietro
Si sperava in un finale diverso in casa Atletico Ascoli prima dell’inizio dello spareggio regionale contro la Vigor Senigallia. Il sogno Eccellenza, che la squadra nata dalle ceneri del Ciabbino ha cullato durante il campionato e durante le due sfide playoff contro Maceratese e Civitanovese, è, invece, svanito proprio sul più bello. Vero è che alla vigilia, vista la forza e il blasone dell’avversario, l’impresa sembrava molto difficile. Gli ascolani se la sono giocata, invece, alla pari e, anzi, hanno fatto anche meglio per alcuni tratti. La partita è stata decisa dagli episodi e da una maggiore buona sorte nei momenti chiave. Lo sa bene mister Filippini, che in zona mista appare inevitabilmente molto dispiaciuto, con un velo di commozione per l’impresa sfumata all’ultimo, ma con tanto orgoglio per l’ottimo percorso svolto: «Sono davvero dispiaciuto per i ragazzi, hanno dato veramente l’anima. Aver allenato questo gruppo mi rende contento e orgoglioso. Gli episodi hanno deciso questa partita, perché due mezze ingenuità nostre ci hanno condannato alla sconfitta. Inoltre, sono capitati entrambi nei nostri momenti migliori. Nel secondo tempo, per quanto visto in campo, avremmo meritato un po’ di più secondo me».
Il rammarico nasce anche da come è maturata la sconfitta, contro un avversario di primo livello come i dorici: «La Vigor Senigallia è una squadra fortissima, ma da quanto ho visto ci hanno temuto per tutta la partita. Le condizioni del terreno di gioco ci hanno penalizzato e non abbiamo potuto affidarci al nostro solito modo di giocare. Questa non è assolutamente una scusante. Ribadisco i miei complimenti all’avversario e direi che, visto quanto fatto fin qui, avremmo meritato entrambi di andare in Eccellenza».

Gli ascolani a fine gara
Con la sconfitta di oggi, inoltre, si sono anche chiuse le porte per un’eventuale ripescaggio. La società ascolana, infatti, ne ha già usufruito due stagioni fa e, dunque, a termini di regolamento non sarà possibile in quest’occasione. Non è, però, visto l’ottimo progetto, un problema: Sicuramente questa società ci riproverà l’anno prossimo. In questo momento non so se con me o con qualcun altro. Ciò che è certo è che la società è ambiziosa e merita di stare in altre categorie».
La partita di oggi si è disputata con un’atmosfera che per certi aspetti era già da categoria superiore. Circa 2.000 spettatori hanno affollato la tribuna dello stadio “Della Vittoria” di Tolentino, di cui molti da Ascoli. Mister Filippini, che aveva chiamato all’appello gli appassionati piceni, ci ha tenuto a ringraziare: «Mi ha fatto piacere il fatto di avere mosso un po’ di gente da Ascoli. Inoltre c’è da dire che siamo una società nuova. Sotto questo aspetto sono contento e sarà sicuramente un punto di partenza anche dal punto di vista del pubblico».
Chiosa finale sull’espulsione di Lion Giovannini, avvenuta al termine di un confuso episodio a gioco fermo sul risultato di 2-1. A quel punto, in dieci e sotto di un gol, gli ascolani non sono riusciti a riprendere la partita. Questa la spiegazione del tecnico ex Porto d’Ascoli: «Lion si è fatto prendere dal nervosismo, ci può stare. È la prima sciocchezza che commette quest’anno. Non voglio giustificarlo, ma nemmeno condannarlo».
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