Guido Benigni (M5S):
«Ascoli ha bisogno
di un Piano del traffico
e trasporto pubblico»

ASCOLI - Il pentastellato spiega perché ha scelto di sostenere Massimo Tamburri: «Coerenza con la mia storia e il mio attivismo che mette le sue radici nel 2011 quando iniziai l’esperienza di rappresentante degli studenti nel mio Liceo»
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Guido Benigni

Guido Benigni è uno studente di architettura, appena 23enne, ma con molte esperienze anche all’estero. Nel 2016 svolge un semestre di studio all’Ecole Nationale Superieure d’Architecture de Bretagne, in Francia, e nel gennaio 2017 diventa coordinatore del “Progetto Via Salaria”, laboratorio itinerante di indagine territoriale sul processo di ricostruzione nel post-terremoto del Centro Italia. Attivo anche nell’ambiente culturale cittadino, Benigni è anche membro del “Centro di sperimentazione dei linguaggi contemporanei” di Ascoli dopo aver seguito un percorso di formazione in management culturale. Dopo sei mesi di studi in Spagna, alla Escuela Tecnica Superior d’Arquitectura de Granada, lo scorso febbraio è tornato ad Ascoli dove ha ripreso a impegnarsi alla realizzazione della “Ferrovia dei due mari” con il comitato “Un Treno per Roma”.

Benigni, perché ha scelto il Movimento 5 Stelle a sostegno del candidato sindaco Massimo Tamburri?

«La mia è stata una scelta di coerenza con la mia storia ed il mio attivismo che mette le sue radici nel 2011 quando iniziai l’esperienza di rappresentante degli studenti nel mio liceo. La devo a mio padre questa passione politica: fu lui ad accompagnarmi al primo comizio politico di Beppe Grillo a San Benedetto del Tronto quando avevo solo 15 anni. La mia però è anche una scelta di fiducia verso un progetto politico nuovo, credibile e frutto di un lavoro di opposizione responsabile dei passati cinque anni. Credo che il listificio delle altre fazioni politiche e finto-civiche abbia provocato un’enorme disaffezione politica dei cittadini ed un voto che sarà estremamente influenzato dal fattore quantità e non da quello della qualità e delle competenze. Ho scelto Tamburri perchè lo appoggia una squadra di persone non estranee tra loro, che condividono un obiettivo comune avendo chiaro il progetto politico e che hanno scritto insieme un programma per la città che immaginiamo».

Qual è la sua “mission” se sarà eletto consigliere comunale?

«La sistemazione della mobilità e del trasporto all’interno della nostra città è una questione prioritaria che può essere risolta solo tramite un Piano del traffico e del trasporto pubblico locale che sia di appoggio al Piano regolatore vigente. Qualsiasi decisione che verrà presa in ambito urbanistico sarà però prodotto di un ascolto costante con i cittadini, associazioni di categoria e terzo settore. Ma non sarà di certo una partecipazione-spot: è per questo motivo che uno dei punti cardine del nostro programma è la realizzazione delle cosiddette “case di quartiere”, dove si svolgeranno dei servizi di carattere pubblico ed associativo. Le case di quartiere sono spazi comuni di qualità, densi di attività, tra le quali potremo contare dei tavoli permanenti di progettazione partecipata sulla città insieme alle università che ruotano intorno al nostro territorio».


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