Rinascita della città,
5 anni decisivi
Tanti rischi per il nuovo sindaco

ASCOLI - Le lacerazioni del centrodestra e del centrosinistra. Il Movimento 5 Stelle contro il passato. Le novità. C'è anche un dopo voto, le regionali 2020. Tanti scenari
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di Franco De Marco

Il sindaco che sarà eletto, in queste elezioni comunali 2019, è chiamato ad un compito da far tremare i polsi. Ascoli sta tentando di risollevarsi da una situazione economica molto difficile. Il terremoto ha lasciato molte ferite aperte. Devono essere sciolti nodi molto importanti come riconversione ex Sgl Carbon e sanità.  I prossimi 5 anni saranno decisivi per tentare un rinascimento ascolano. Ecco perché il nuovo sindaco può entrare addirittura nella storia. O fallire drammaticamente. Tra i sette candidati a sindaco c’è la personalità giusta? La presenza di ben 733 candidati consigliere, a fronte di 25 liste, si può prestare ad interpretazioni positive (sana partecipazione e spirito di servizio collettivo) ma anche negative (un carro su cui salire).

Sul piano prettamente politico il centrodestra (inteso come Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) si presenta lacerato con due candidati sindaco, Marco Fioravanti, imprenditore nel settore della comunicazione, e Piero Celani, ingegnere. Il primo ha dalla sua Lega, Fratelli d’Italia (il suo partito) e una parte di forzisti, la giovane età e la possibilità di aprire un ciclo. Il secondo, esponente storico Forza Italia, ha dalla sua l’esperienza di 10 anni di sindaco, 5 di presidente della Provincia e 5 di consigliere regionale. Con lui anche vertici del partito. E’ il ritorno. Entrambi hanno dietro pezzi significativi delle precedenti Giunte. Entrambi rischiano pure molto.

Anche a sinistra i candidati sono due confermando il solito maledetto virus: se il giornalista Pietro Frenquellucci ha dalla sua il Pd, l’altro, il cardiologo Emidio Nardini, è espressione sulla carta di un comitato civico con tanti scontenti ex Pd. Pietro Frenquellucci è chiamato a ridare fiato al Partito Democratico. Emidio Nardini a portare al voto la sinistra disaffezionata.

Massimo Tamburri, laurea in filosofia, esperto di marketing, candidato sindaco del Movimento 5Stelle, con alle spalle 5 anni di consigliere comunale di opposizione, tenta di rompere gli schemi del passato e iniziare una nuova stagione per Ascoli.

Giorgio Ferretti, candidato sindaco leader di CasaPound, si pone in alternativa a tutti i governi passati.

Alberto Di Mattia, studente universitario, candidato sindaco di “Fuori dal tunnel”, vuole portare la voce dei giovani che soffrono di mancanza di prospettive e sono costretti ad andarsene.

Su queste elezioni, anche a causa delle vicende che hanno portato alla scelta finale di qualche aspirante sindaco, incombe anche l’ombra del voto disgiunto. Fenomeno fisiologico o strutturato? Chissà. Solo il responso delle urne farà luce.

Complessivamente l’asse politico di Ascoli, ad esaminare provenienza dei candidati e numero di liste, sembra essersi spostato ulteriormente a destra. C’è anche da pensare al dopo voto. Nel senso che nel 2020 si voterà per la Regione e magari le divisioni di oggi possono ricomporsi. Tanti scenari in gioco: locali, regionali, nazionali ed europei.  Comunque oggi tutti al voto con senso massimo di responsabilità civile. L’esercito dei candidati fa prevedere una buona affluenza certamente maggiore se si fosse votato solo perle europee. Ascolani, pòzza i bbè.


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