
Pietro Bachetti e Alberta Pompei nel giorno del 60esimo anniversario di matrimonio
di Walter Luzi
Pietro Bachetti e Alberta Pompei. Sessantatre anni insieme, sessanta da sposati. Un anniversario di matrimonio a cifra tonda che ha meritato una festa grande per un amore, il loro, molto, ma molto, più grande.

Pietro Bachetti e Alberta Pompei
Amori, e storie, di altri tempi quelli di Pietro e Alberta. “Rari e preziosi come diamanti” hanno scritto i figli nelle pergamene ricordo. Sguardi e vite che si incrociano per la prima volta in Piazza del Popolo, ad Ascoli, nel 1964. Lui la nota entrare al Caffè San Marco. I francesi lo chiamano coup de foudre.
Pietro chiede subito di lei a comuni conoscenti. Iniziano, di lì a poco, a frequentarsi. Lei è di Monterubbiano, dove i genitori hanno le autolinee che la collegano con Fermo e Roma. Pietro, invece, viene da una famiglia di contadini del venarottese. I suoi genitori, Nazzareno e Domenica, che hanno potuto frequentare poco le scuole, hanno fatto grossi sacrifici per riuscire a permetterlo a lui.
Studente modello, fino al diploma di ragioniere. Da qualche anno è stato assunto alla Cassa di Risparmio di Ascoli, dove farà una brillante carriera. Il papà di Alberta chiederà informazioni a conoscenti ascolani sul conto di Pietro prima di acconsentire al loro fidanzamento.

Pietro e Alberta nel giorno del loro matrimonio
Si sposano il 24 aprile del 1966 al santuario dell’Ambro, a Montefortino, dove padre Vito, frate cappuccino e fratello dello sposo, è rettore. Una cerimonia semplice per soli ventiquattro invitati.
All’Hotel Villa Pigna invece, domenica scorsa 26 aprile, a sessanta anni esatti da quel giorno, ad applaudire Pietro e Alberta, sono stati molti di più. Tanti amici e parenti, ma, soprattutto, i loro tre figli maschi, Claudio, Mauro e Giorgio. Le rispettive consorti, Ursula, Susanna e Marina. I cinque nipoti, Chiara, Serena, Luca, Sofia ed Alice.
Pietro e Alberta hanno raccomandato loro il rispetto che bisogna sempre avere per tutti, dentro e fuori la famiglia. Auspicato per loro la stessa soddisfazione per le gioie di una vita intera condivisa. La gratificazione ricavata dai rispettivi lavori che, entrambi, hanno molto amato.
Pietro in Carisap, fino al 1994, e poi nell’omonima Fondazione fino al 2005.
Alberta alla Cassa Mutua Artigiani, anagrafe assistiti, che poi verrà inglobata dalla Asl con la riforma del sistema sanitario nazionale, dal 1962 fino al 1999.
E poi la stima di quanti hanno avuto modo di conoscerli e di apprezzarli. Sempre uniti. Sempre, reciprocamente, grati, per la lunga dedizione vicendevolmente dimostrata, e mai venuta meno.
Centosettantotto anni in due.
E i loro occhi, incrociandosi, brillano ancora. Come sessant’anni fa.
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