Ultimo saluto a Niko Tacconi: la città si stringe nel dolore

ASCOLI - Domani, martedì 28 aprile, i funerali del giovane parrucchiere ucciso: la comunità sotto shock, mentre proseguono le indagini sull’omicidio
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Si svolgeranno domani, martedì 28 aprile, i funerali di Niko Tacconi, il parrucchiere ascolano di 34 anni tragicamente ucciso a coltellate.

 

Niko Tacconi

La cerimonia è prevista per le ore 15 nella chiesa di San Pietro Martire, ad Ascoli, dove familiari, amici e cittadini potranno riunirsi per l’ultimo saluto e condividere un momento di profondo cordoglio. La città resta ancora scossa da una vicenda che ha lasciato un segno doloroso nella comunità.

 

Nel frattempo, la camera ardente è stata allestita presso la chiesa dell’obitorio di Ascoli Piceno. I familiari più stretti – la madre Maria Cristina, il fratello Jacopo e la nonna Fiorella – hanno potuto vedere per l’ultima volta il corpo del giovane prima della chiusura della bara, già avvenuta nelle scorse ore.

 

Saranno tantissimi gli amici, gli stessi che lo scorso 22 aprile, in ricordo del giovane, si sono riuniti spontaneamente in Piazza Ventidio Basso dove hanno realizzato un cuore con i lumini, con al centro il suo nome, e deposto un mazzo di fiori.

 

I fatti risalgono alla sera di domenica 19 aprile, quando Niko era stato gravemente ferito all’interno di un appartamento in via Pergolesi, nel quartiere Borgo Solestà. Nonostante i soccorsi, le ferite riportate si sono rivelate fatali. L’autopsia, eseguita all’obitorio dell’ospedale “Mazzoni”, ha chiarito che la morte è stata causata da due coltellate: una sotto l’ascella sinistra e l’altra all’addome, quest’ultima responsabile di una massiccia emorragia interna.

 

L’esame medico-legale, disposto nell’ambito dell’inchiesta, è durato circa tre ore e ha escluso l’ipotesi di un unico colpo accidentale, evidenziando invece due ferite distinte da arma da taglio. Ulteriori analisi di laboratorio sono già in corso per completare il quadro.

 

Rimane in carcere, dopo la convalida dell’arresto, Emanuele Bellini, ritenuto responsabile dell’omicidio. L’uomo è accusato di omicidio volontario, oltre che di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Nella sua versione dei fatti, fornita agli inquirenti e ribadita durante l’udienza, sostiene che la vittima si sarebbe ferita accidentalmente durante una colluttazione, finendo contro il coltello che impugnava.

 

Una ricostruzione che ora dovrà essere verificata alla luce degli elementi emersi dall’autopsia, che sembrano indicare una dinamica ben diversa. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto di una tragedia che ha sconvolto l’intera città.

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