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Il Coronavirus cambia la spesa
Boom per amuchina,
lievito e carne in scatola

EMERGENZA CORONAVIRUS - Le vendite di vari tipi di disinfettanti restano in vetta fin dall'inizio della pandemia. Nei carrelli delle famiglie finiscono anche i confortanti dolci e la carta per l'uso domestico. Nelle cucine del Piceno si cucina di più
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di Claudio Romanucci

Il Coronavirus cambia anche le abitudini dei consumatori. Dopo più di un mese dall’inizio dell’emergenza internazionale la spesa  delle famiglie picene si è orientata su prodotti differenti, più essenziali e di media-lunga scadenza. Complice l’obbligo di rimanere in casa è tornato la sana voglia di fare pane e pizza in proprio.

Nei carrelli rallentano gli acquisti di pasta e riso (le scorte sono state fatte soprattutto all’inizio del mese scorso) ma continuano a volare invece farina e lievito di birra (con incrementi superiori al 200% nelle ultime due settimane registrati anche a livello nazionale). I numeri dicono che sono in ascesa anche le tinture dei capelli (+135% sempre nelle ultime due settimane). A confermarlo sono i dati dell’Ufficio studi Coop.

Si mantengono alte le vendite dei diversi tipi di disinfettante, dall’amuchina, alla candeggina fino all’alcol puro. I consumi di generi alimentari sono in crescita, con le attività che vengono regolarmente rifornite come sottolineato dallo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. In alcune attività cittadine si sono riscontrate tendenze al rialzo per gli alimenti in scatola, cioccolato, dolci in genere e carta.



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