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La sfida di Cardilli: «Porterò in Regione
il modello-Colli, serve uno sportello
informativo a sostegno dei cittadini»

ASCOLI - Il sindaco in campo per la lista civica "Mangialardi presidente": «Chi mi ha accusato di aver fatto le foto dei manifesti elettorali con la fascia tricolore poi ha dovuto chiedermi scusa»

di Renato Pierantozzi

Carabiniere, sindaco di Colli del Tronto rieletto in modo quasi bulgaro (72%), presidente pro tempore dell’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto e in passato anche consigliere provinciale. Andrea Cardilli è uno dei candidati della lista civica “Mangialardi” presidente a sostegno del candidato presidente del centrosinistra.

Sindaco Cardilli, perché ha deciso di candidarsi?

«Perché penso sia possibile esportare il modello che abbiamo creato a Colli del Tronto. Negli anni siamo riusciti ad avvicinare la Regione, lo Stato e persino l’Europa alla nostra cittadina.

Grazie a una seria costante progettualità, abbiamo intercettato e ottenuto incentivi, potenziato così gli investimenti, garantendo, con specifiche misure di sostegno, anche un aumento dell’occupazione.

Il tutto senza indebitare i cittadini con nuovi mutui. Inoltre, come siamo riusciti per Colli, che conta 3mila abitanti e un gruppo di Protezione civile composto da più di 20 volontari, anche in regione potrebbe essere data un’importante impronta simile a riguardo. Basti pensare al proverbiale lavoro, alla mano preziosa che la Protezione civile ha dato al nostro territorio durante il lockdown».

Qual è la sua priorità in caso di elezione ad Ancona?

«Ho in parte ho risposto a questa domanda. Vorrei aggiungere però che, come sindaco, sono abituato a non fare promesse campate per aria, ma a confrontarmi con le esigenze dei cittadini alle quali poi bisogna rispondere. Con la realtà dei fatti. Ecco, un’esigenza impellente di questa provincia è proprio che i suoi abitanti comincino a sentire realmente la vicinanza della Regione. Per questo proporrei l’apertura di uno sportello regionale che aiuti tutti a rimanere informati sugli incentivi e magari guidati su come ottenerli».

Da sindaco ha sostenuto e messo a disposizione la terra per il nuovo Ospedale del Piceno, è ancora a favore della sua realizzazione?

«Sì, voglio un nuovo ospedale di eccellenza per il Piceno. A chi mi accusa di essere campanilista rispondo che bisogna comunque fare il nuovo plesso al di là della localizzazione. Per questo sono anche d’accordo con la proposta di realizzarlo a Centobuchi»

Durante la campagna elettorale è stato “stuzzicato” da candidati dell’altro schieramento proprio nella “sua” Colli. Che cosa replica alle accuse?

«Non ne faccio una questione di schieramenti ma di personaggi implicati. Ho subito il governo della provincia dal 2009 al 2014 in cui i candidati, che oggi si presentano in pompa magna, non furono in grado di approvare nulla. Salvo poi attribuirsi dei meriti, come uno di loro ha fatto a Colli qualche giorno fa, per la rotatoria e il sottopasso.

Cardilli di fronte al sottopasso al centro delle polemiche

Per entrambe le opere, una realizzata e l’altra in progettazione, lo smemorato politico (il riferimento evidente è a un video diffuso sui social dal forzista Piero Celani, ndr) ha dimenticato come siano andati i fatti: ovvero che la Provincia non fece nulla. Ne approfitto, consiglio a chi volesse approfondire la situazione, magari anche al navigato politico ex presidente della Provincia, di visionare i seguenti documenti pubblici inerenti alle due opere: la Delibera del Consiglio Comunale numero 32 di settembre 2017 e la Delibera di consiglio numero 35 del 24 ottobre 2019 (approvazione convenzione con RFI spa)».

Come ha vissuto questa breve, ma intensa campagna elettorale?

«Molto bene per la vicinanza di tanti che credono in me. Sono solo dispiaciuto per gli attacchi personali ricevuti quando sono stato oggetto di un esposto senza violare alcuna legge. Parlo ovviamente dei manifesti elettorali (con indosso la fascia tricolore, ndr) che, in un primo momento, mi avevano intimato di togliere. Per poi chiedermi scusa. Lo voglio ricordare anche qui: non ho compiuto alcun reato a indossare un tricolore e lo ha confermato il Prefetto di Ascoli Piceno. L’articolo numero 50, comma 12, del Decreto legislativo numero 267/00 parla chiaro: il distintivo sindacale è l’insieme del tricolore con gli stemmi del Comune e della Repubblica ed entrambi mancano nella foto del manifesto elettorale».

 



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