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La carica di Salvini ai leghisti ascolani:
«Vinceremo, serve l’ultimo sforzo»
(Foto e video)

ASCOLI - Il Capitano in piazza del Popolo ha arringato i sostenitori: «Al referendum voto sì. I fondi all'estero non esistono, ci sono tanti cittadini e tanti imprenditori che ci sostengono». Le promesse dei candidati. Antonini: «Andrò ad Ancona in Vespa», Acciarri: «Io in bicicletta», Tassotti: «Io a piedi in pellegrinaggio», Lucadei: «Io con la mia squadra»
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Matteo Salvini in piazza del Popolo

di Renato Pierantozzi 

«I sondaggi che anche ieri ho visto ci dicono che nelle Marche si vince e per la prima volta nella storia la Lega sarà il primo partito». Il leader della Lega, il “CapitanoMatteo Salvini è tornato ad Ascoli e sente il profumo della “storica” vittoria molto vicino.

Nonostante questo si appella ancora agli indecisi chiamandoli allo sforzo finale: «Mancano sei giorni -afferma- non diamo niente per scontato.

Cancelliamo i sondaggi e andiamo domenica e lunedì al voto. Vi chiedo, casa per casa, testa per testa, negozio per negozio, ascolano per ascolano: il nostro unico avversario non sono gli avversari, ma i cittadini sfiduciati, delusi, incazzati, che hanno problemi con il mutuo, le scuole chiuse anche nelle zone terremotate. Capisco la rabbia, ma la rabbia che rimane in piazza o al bar non serve.

La Regione decide per tutti, delle tasse, dell’acqua, dei rifiuti, di come dare o non dare contributi a imprenditori, famiglie o artigiani.

E’ quella che apre o chiude gli ospedali e il nostro compito sarà riaprire quei presidi chiusi dalla sinistra. Andate a bussare dicendo che la Lega non fa miracoli, ma mantiene la parola data come nel caso dell’abolizione della legge Fornero, quota 100 e la chiusura dei porti. C’è voglia di cambiamento dopo 50 anni di sistema di sinistra. Guarda al futuro. mi dispiace che la sinistra non parli di scuole, ospedali. Vogliamo solo dare un futuro ai nostri figli e non vedo l’ora che arrivi domenica. Gli assessorati? Non stiamo parlando di posti».

L’arrivo in piazza del Popolo

La sinistra per vergogna di quello ha fatto nemmeno ricandida il governatore uscente. Non si votano neanche da soli. Quali sono poi le loro controproposte? Quando andiamo in piazza ricevo fischi, insulti, chi mi strappa la camicia. Se ci sono insulti significa che abbiamo già vinto». Salvini poi ha ricevuto un rosario da uno dei sostenitori presenti. «Non ho mai ricevuto tanti rosari come in questi giorni», chiosa il leader leghista.

Salvini tocca anche i temi nazionali. «Oggi ricomincia la scuola -ha detto- e ci sono un migliori di studenti e di famiglie senza classe. Mancano 150mila insegnanti e centinaia di migliaia di banchi, mascherine e miuratori di febbre. Denunciamo queste cose da marzo e sono passati sei mesi. L’Azzolina preferisce insultarmi invece di stabilizzare i precari e usare la aule vuote delle scuole paritarie.

E’ un voto dei marchigiani per i marchigiani. Sono anni che cercano soldi a Panama e Lussemburgo senza trovare niente, ma la Lega è sostenuta dai fondi dei cittadini e degli imprenditori. Chiedo anche una pace fiscale fino al 31 dicembre per evitare le scadenze fiscali che si concentrano in pochi giorni».

Prima di Salvini hanno preso la parola i vertici regionali e locali della Lega e i quattro candidati nel collegio ascolano. «Se vinco andrà ad Ancona in Vespa», annuncia Andrea Maria Antonini subito imitato dagli altri concorrenti. «Io ci andrò in bici», dice Monica Acciarri. «Io a piedi in pellegrinaggio», è la promessa di Raffaele Tassotti. «Io con la mia squadra», conclude Nadia Lucadei.

«Non dobbiamo vincere, ma stravincere per portare ad Ancona il più alto numero di consiglieri», è l’auspicio della deputata Giorgia Latini.

Il comizione sotto il tendone del Lorenz Cafè

 

 



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