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Il Covid e Natale, Milani: «Vi prego
di non abbassare la guardia
Insostenibile una terza ondata»

EMERGENZA CORONAVIRUS - L'appello del direttore di Area Vasta 5 in vista delle festività e con l'allentamento delle restrizioni anti contagio. Sugli ospedali: «Due settimane fa non sapevamo dove mettere i pazienti». «A giorni i 13 posti letto al Day e lavori al Pronto Soccorso del "Mazzoni"».  «"Madonna del Soccorso" non solo per positivi»
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Cesare Milani

di Maria Nerina Galiè

Nel Piceno da due giorni in zona gialla, dove oggi 8 dicembre non si sono registrati decessi e la morsa delle richieste di ricovero si sta timidamente allentando, si alza la voce di Cesare Milani, direttore di Area Vasta 5.

«Capisco l’esigenza di tornare quasi alla normalità. Di vivere le feste di Natale come meglio sia possibile nonostante tutte le restrizioni. Ma vi prego, fate attenzione. Il rischio di ricominciare da capo è troppo elevato. Una terza ondata sarebbe devastante».

La preoccupazione del dottor Milani è legata al ricordi non troppo lontani.

«Due, tre settimane fa, abbiamo attraversato momenti drammatici. Non sapevamo dove mettere i pazienti. Siamo stati messi alla berlina per il tendone nella camera calda del Pronto Soccorso di Ascoli. L’alternativa sarebbe stata lasciare i malati Covid nelle ambulanze quando ce li rifiutavano anche altri ospedali delle Marche, perchè anch’essi saturi.

Adesso negli ospedali della provincia e dell’intera regione la situazione si è un po’ calmata. I reparti Covid non sono in difficoltà.

A giorni saranno pronti i 13 posti letto del Day Hospital al “Mazzoni”. Sarà adibito a Murg pre Covid.

Questo per lasciare libero il Pronto Soccorso e fare i lavori necessari a separare il percorso “sporco” da quello “pulito”».

Da più parti è arrivata la critica, più o meno velata, di non aver separato in sporco e pulito direttamente gli ospedali “Mazzoni” e “Madonna del Soccorso” di San Benedetto, come era stato fatto nella prima ondata.

Milani: «Innanzitutto, nel Piceno, non c’è paragone tra la prima emergenza e quella attuale. Poi a San Benedetto i reparti convertiti a Covid sono rimasti gli stessi (Medicina, Geriatria, la Murg pre Covid e la Rianimazione). Solo due le differenze rispetto a marzo. Il primo che il reparto Pneumo Covid era stato trasferito a San Benedetto, adesso invece è nella palazzina ex Malattie Infettive di Ascoli. 

L’altra volta inoltre, più per precauzione, per paura nostra, abbiamo spostato da San Benedetto ad Ascoli Ginecologia, Neurologia e Oncologia. In questa fase, più consapevoli del margine di rischio, abbiamo lasciato tutto com’era. Per non intasare Ascoli e per permettere la continuazione delle attività e dei servizi per San Benedetto». 



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