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Il Covid uccide Eraldo Di Stefano:
l’imprenditore aveva 91 anni,
martedì il funerale ad Ascoli

LUTTO - Insieme ai fratelli è stato il fondatore del "Maglificio Gran Sasso" che ha si è affermato sul mercato mondiale dell'abbigliamento. L'ultimo saluto nella chiesa di San Francesco. Lascia i figli Guido, Ferdi e Roberta. Profonda commozione nel mondo imprenditoriale
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Eraldo Di Stefano

Grande commozione per la morte, avvenuta all’ospedale “Madonna del soccorso” di San Benedetto, dopo essere stato colpito dal Covid 19, di Eraldo Di Stefano, fondatore, insieme ai fratelli, del “Maglificio Gran Sasso” di Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo).

Avrebbe compiuto 92 anni a gennaio. Nato a Sant’Egidio alla Vibrata, era residente ad Ascoli. Il funerale si svolgerà martedì 29 dicembre nella chiesa di San Francesco, ad Ascoli. Poi la salma sarà tumulata nel cimitero di Ascoli.

Eraldo Di Stefano lascia i figli Guido, Ferdi e Roberta.

E’ stato un grande imprenditore. Ha saputo far nascere e sviluppare una prestigiosa azienda che, di generazione in generazione,  ha conquistato un ruolo di primo piano nel mercato dell’abbigliamento a livello mondiale.

Il “Maglificio Gran Sasso” è infatti un marchio top. Nonostante l’età avanzata, Eraldo Di Stefano, fino a poco tempo fa, andava ogni giorno nel Maglificio, teneva sotto controllo tutto e dava sempre consigli sulla gestione dell’azienda.

Fondò il Maglificio, che poi si è ingrandito sempre di più, con i fratelli Nello (deceduto), Alcreo, Francesco e Anna.

La notizia della sua morte ha provocato notevole dolore in tutto il mondo imprenditoriale abruzzese, marchigiano e italiano.

Numerosi i messaggi di cordoglio giunti alla famiglia. Era molto conosciuto, persona gentile e molto preparata. Con lui scompare un simbolo dello sviluppo economico di quel dinamico territorio a cavallo tra le province di Teramo e Ascoli.

Eraldo Di Stefano era stato ricoverato per un intervento, all’ospedale “Mazzoni” di Ascoli. Una volta uscito e tornato a casa, ha mostrato i sintomi del Coronavirus, ed è stato ricoverato al “Madonna del Soccorso”.

Come sua abitudine ha lottato come un leone, ma poi ha dovuto cedere.

Alla famiglia Di Stefano le condoglianze anche di “Cronache Picene”.



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