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Vaccini over 70,
nel primo giorno nessuna rinuncia:
era disponibile solo Pfizer

EMERGENZA CORONAVIRUS - Su 371 dosi iniettate al palazzetto di Ascoli, solo 55 Astra Zeneca, poi terminato. La paura ancora serpeggia. La coordinatrice infermieristica della seduta: «Il rifiuto comporta dei gravi rallentamenti della campagna vaccinale»

la coordinatrice inferieristica mariella garofani, la collaboratrice sanitaria Giovanna Cappelli, la dottoressa Rosa Cardi

di Maria Nerina Galiè

E’ partita la campagna di vaccinazione contro il Covid della popolazione di età compresa tra i 70 e i 79 anni. Nel lunedì di Pasquetta oggi, 5 aprile, al palazzetto dello sport di Monticelli, Ascoli, sono state vaccinate 281 persone la mattina e ne erano attese 190 nel pomeriggio, per un totale di 371.

Tra loro anche qualche over 80 e recuperi di persone che per vari motivi avevano dovuto saltare un turno precedente.

L’infermiere Federico Angelini e il dottor Tommaso Poggioli

Nessuno oggi ha rinunciato.  A parte stamattina, quando sono state somministrate 55 dosi di Astra Zeneca, per tutti gli altri l’unico farmaco disponibile era Pfizer.

«Per oggi abbiamo terminato la fornitura di Astra Zeneca – spiega Mariella Garofani, coordinatrice infermieristica della seduta vaccinale di oggi – i nuovi flaconi arriveranno domani».

Questo fatto ha azzerato le rinunce. Segno evidente che la paura per il vaccino, bloccato per un periodo dall’Aifa, e nonostante tutte le rassicurazioni della comunità scientifica, non è passata.

«Di fronte ad Astra Zeneca registriamo tra le 10 e le 15, a volte 20 rinunce a giorno.

Il problema è che con Pfizer sono tutti ben lieti si farselo iniettare, nei confronti di Astra Zeneca c’è invece ancora reticenza e questo comporta dei gravi rallentamenti delle vaccinazioni».

Il momento del “no” arriva dopo che l’utente ha fatto l’accettazione. Quindi davanti al medico vaccinatore che, in base all’anamnesi che segue precisi protocolli, annuncia quale farmaco si accinge e somministrare.

A quel punto davanti all’Astra Zeneca i sanitari devono spesso cimentare in una sorta di tira e molla, tra paziente e medico, e che spesso sfocia in contestazioni e malcontento da parte del cittadino.

«E’ dura assistere a tutto questo, per noi operatori ma anche per tutto il sistema che viene, appunto, rallentato».

E viene  ribadito il concetto che, per il momento, non si prevede che chi rifiuta venga richiamato. Deve annullare la vecchia prenotazione ed avviarne una nuova. 

 

 



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