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Medico contagiato nonostante il vaccino,
«però mi ha evitato il ricovero»

EMERGENZA CORONAVIRUS - L'ortopedico Merheb Al Merhaby era stato vaccinato con il Pfizer. Ha avuto sintomi lievi, ma i genitori e un fratello sono finiti all'ospedale. L'appello: «Funziona ed evita complicazioni. Per la cura importante donare il plasma»

 

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Il medico Merheb Al Merhaby

 

di Laura Boccanera

Contagiato nonostante il vaccino, «ma se non lo avessi fatto sarei finito in ospedale come tutta la mia famiglia». Merheb Al Merhaby è un medico ortopedico dell’ospedale di Civitanova. Originario del Libano, da 17 anni vive in Italia e da qualche giorno è finalmente tornato negativo dopo aver contratto il Covid.

Marzo per la famiglia dell’ortopedico dell’ospedale civitanovese è stato un mese da dimenticare: tutti i componenti della sua famiglia si sono ammalati e quelli che non erano stati vaccinati sono finiti in ospedale. Il fratello, appena 33 anni, addirittura al Covid hospital (è stato curato con il plasma). Da qui l’appello del medico ad una vaccinazione diffusa e il ringraziamento a tutti i medici, gli infermieri, i tecnici radiologi e gli oss dell’ospedale. Il perché lo racconta direttamente lui attraverso la sua testimonianza: «potrebbe sembrare piaggeria ringraziare i colleghi della struttura nella quale si lavora, invece non è scontato. Tutti gli operatori che si occupano dei pazienti Covid non si fermano un attimo, stanno dietro ai malati come api ininterrottamente».

La storia di Al Merhaby inizia a metà marzo quando sia lui che sua sorella e sua moglie risultano positivi. Sono tutti e tre medici e a gennaio erano stati vaccinati col vaccino Pfizer: «a metà marzo quando ho fatto il tampone però sono risultato positivo. Il mio tampone è stato sequenziato ed è emerso che la mia era la variante inglese. Ho avuto come sintomi per qualche giorno raffreddore, congiuntivite e una tracheite. Sintomi tutto sommato lievi se confrontato con quanto avvenuto nella mia famiglia dove tutti si sono contagiati e anche i miei genitori seppur giovani (sono 50enni, ndr) e mio fratello 33enne sono finiti in ospedale con polmoniti gravi». I genitori del medico sono stati ricoverati in ospedale a Civitanova, mentre il fratello dopo il peggioramento delle condizioni è finito al Covid hospital: «aveva il 75% dei polmoni compromessi, per fortuna il plasma ha invertito il decorso della malattia e dopo appena 3 ore stava già meglio». Ora sono rientrati tutti a casa, ma l’appello che il medico sente di diffondere è alla cautela e un invito alla donazione del plasma: «io stesso lo donerò quando possibile perché ho verificato che effetti ha. Inoltre mi sento fortunato ad essere stato vaccinato, diversamente sarei finito in ospedale come tutta la mia famiglia, questo virus è insidioso, ma il vaccino protegge dalla polmonite e dalle complicazioni del Covid. Infine un ringraziamento a tutto il personale davvero unico. Il sistema sanitario italiano è prezioso, se fosse avvenuto in Libano non so se mio fratello ce l’avrebbe fatta e così anche i miei genitori. Tutto il personale si è donato senza sosta per salvare vite altrui e davvero questo non ha prezzo e commuove».

 



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