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Samb, il presidente
Roberto Renzi:
«Ecco cosa è accaduto
questa estate»

SERIE D - Il massimo dirigente rossoblù: «Tutti chiedono dove ho preso i soldi, ma nessuno di voi mi sembra abbia prestato qualcosa. Li ho presi dalla mia società. Se non vinciamo il campionato sarà una stagione fallimentare. A gennaio interverremo di nuovo sul mercato»
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di Benedetto Marinangeli

 

E’ un Roberto Renzi a cuore aperto quello che si presenta nella sala stampa Sabatino D’Angelo del Riviera delle Palme. Lo aveva promesso dopo la vittoria sul Fano ed oggi eccolo dinanzi a microfoni e taccuini a spiegare tutto ciò che è accaduto in questi mesi in casa Samb. E si inizia subito dal mese di giugno.

Roberto Renzi

«Cosa è accaduto la scorsa estate? Mi sono interrogato più di voi. Voi sarete arrabbiati –dice Renzi- pensate come sto io. Oggi siamo in Serie D, non posso dirvi altro. Tutta questa situazione è nata nel momento in cui la Figic impone di pagare entro il 4 giugno una totalità di costi enorme, la cui cifra esatta l’ho avuta il 3 di giugno a mezzanotte. Il primo step è stato quello del titolo sportivo e me lo hanno dato il 10 di giugno.

Quando ho fatto tutti i pagamenti mi hanno assicurato che non c’erano problemi. Il 6 luglio mi chiamano e mi dicono che c’era un piccolo problema ma risolvibile. Poi, però, è diventato un problema enorme. E ci siamo trovati in D. La giustizia sportiva ha fatto il suo corso ora aspettiamo e vediamo cosa dice la giustizia.

Abbiamo fatto ricorso al Consiglio di Stato che deciderà dopo la pronuncia del Tar prevista per il 22 marzo. L’inchiesta del Tribunale di Ascoli Piceno farà il suo corso. Su quello che ha scritto il collegio di garanzia aspettiamo le sentenze del Consiglio di Stato o del Tar. Se arrivano come pensiamo, poi agiremo di conseguenza».

Al di la di tutto, Renzi ed il suo gruppo hanno tirato fuori oltre due milioni di euro per fare la Serie D.

«Tutti chiedono dove ho preso questi soldi –afferma- nessuno di voi mi sembra abbia prestato qualcosa. Li ho presi dalla mia società. Sono passato due volte sotto i controlli sia della  Covisoc che della Covisod ed in più c’è anche il discorso dell’ultimo controllo della Federazione nella persona del presidente Gravina che ho incontrato due giorni fa. Mi ha fatto i complimenti perché ho mantenuto quanto detto».

Con Renzi si è parlato anche di ciò che è accaduto dopo la bocciatura della A.S. Sambenedettese da parte del Collegio di Garanzia del Coni e poi anche del Tar del Lazio.

«Quando ho avuto la bocciatura –il massimo dirigente rossoblù è un fiume in piena- ho chiamato il sindaco Piunti che era in Consiglio Comunale, e ho fatto presente la situazione. Ho avuto sempre un colloquio buono con tutta l’amministrazione, che poi però  ha un po’ perso la linea. Con atti ufficiali ho sempre detto di non fare il bando ma nessuno mi ha ascoltato e sono andati avanti lo stesso. E sappiamo come è andata a finire.

Questo ha portato che ci siamo iscritti in Serie D il 17 settembre quando potevamo fare come la Casertana ed iscriverci il 30 agosto. Il club campano aveva il sindaco dalla sua parte.  La Casertana non ha presentato la fidejussione, ma quella sentenza ha aperto un buco nella giurisdizione della Figc ed ha avuto l’iscrizione in sovrannumero. Io, invece, ho dovuto procedere al Tar. L’ amministrazione comunale ha avuto paura di seguire la mia linea e aveva riaperto un bando, perdendo così altri giorni.

Io ho passato una brutta estate ma Piunti forse un brutto fine mese. Io l’ho chiamato una volta saputo il risultato delle elezioni e mi ha detto che forse la situazione della Samb lo ha penalizzato. Io credo che non abbia avuto dei buoni consigli. Lui è andato a parlare con Fedeli e io glielo dissi che stava sbagliando. Il sindaco in quella situazione doveva fare il notaio non  il proponente. Ma lui colto dalla paura del calcio sparisse da San Benedetto ha parlato proprio con tutti, fondi inglesi e stranieri».

Sulla questione che ha visto protagonista l’imprenditore romano Manolo Bucci queste le parole di Renzi. «Io con Bucci ci ho parlato. Lo conosco bene, anche se di questa cosa non ci ho mai discusso. Lui ha fatto la sua scelta già non partecipando all’asta fallimentare e poi si è presentato al bando. Ma anche lì lo abbiamo consigliato che stava facendo qualcosa che non andava bene».

Sugli investimenti fatti e quelli futuri, Renzi non si tira indietro. «La Garigliano fa general contractor per quello che è l’ecobonus 110%. Facciamo la stessa cosa che fa Distretti Ecologici, la società che ha comprato l’Ascoli. Siamo in grado di sostenere queste spese. Oltre ad aver speso 2,2 milioni e spese vive, dico anche che la A.S. Sambenedettese in questo momento non deve un centesimo a nessuno.

Io capisco la situazione e infatti paghiamo tutto in contanti o anche prima senza problemi. Tutti i giocatori hanno case, pranzi e cene pagati. Anche la juniores è organizzata. Voglio che i ragazzi quando vanno in trasferta devono avere pullman e pranzo. Per me sono come i miei figli. I genitori ce li affidano noi dobbiamo curare come figli».

Sul progetto Samb, Roberto Renzi è esplicito. «Il calcio è una questione di cuore. Il presidente che fa i conti non può fare gli investimenti. Io credo al progetto fin da subito. Non ha una scadenza di 2 o 10 anni, ci saranno delle variabili che ad oggi non ho alcun problema. Vorrei restare a San Benedetto il più possibile, finché la salute mi assiste. Il nostro progetto ha un fine immediato.

E cioè vincere il campionato. Io come società devo fare tutto quello che posso senza dare alibi a calciatori e allenatori sul risultato. Se poi non arriva sono il primo a dire che la stagione è fallimentare. A gennaio torneremo sul mercato. Ho parlato con tutti, e lo ridico adesso: se non vinciamo il campionato è una stagione fallimentare, anche primi a pari punti. Siamo qui solo per vincere il campionato».

Ed infine Renzi chiude così il suo incontro con la stampa. «Forse è sfuggito il fatto che stiamo creando una società che ha una forte credibilità all’esterno. L’accordo con Infront è un accordo importantissimo, la Samb è l’unica squadra del mondo Infront fra i dilettanti. Ed il merito è del diggi merito di Faccioli. Io all’inizio non ci credevo, invece ci ha dato il suo marchio che in Serie A hanno solo sette club. Addirittura a qualche presidente della  massima serie non gli è piaciuto che una formazione di D avesse il loro stesso marchio.

I giocatori stranieri arrivati sono di campionati superiori, perché anche all’estero abbiamo avuto quella credibilità che in D è difficile avere. Se parliamo di Angiulli e Ferri Marini, che hanno rescisso in C, e Mendicino che poteva restare tra i professionisti. Ho ricevuto decine di telefonate di calciatori e direttori che volevano venire a San Benedetto. Lulli e Ferri Marini stanno andando a Cremona per una visita specialistica, credo che nessuno faccia così in Serie D. E questo anche per quanto riguarda i giovani Cum e Fabretti».

Con l’ex sindaco Piunti

«Oggi ho parlato col vicesindaco Capriotti. Abbiamo invitato la nuova giunta –prosegue Renzi nella sua analisi- ma il sindaco era impegnato. In settimana  il direttore Faccioli si interfaccerà con loro anche per la convenzione per lo stadio per la quale, bisogna fare un bando anche perché ci sono due squadre che ne usufruiscono. Ma con tutto il rispetto, il Porto d’Ascoli è nostro ospite.

Contro il Castelfidardo ho visto la squadra molto più compatta ed equilibrata dobbiamo continuare su questa strada, fare una striscia di vittorie. Oggi siamo andati a -11 –conclude il patron rossoblù- abbiamo alzato un po’ la temperatura. Ma ora bisogna inanellare una serie positiva di risultati».

 




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