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Paura del vaccino per allergie
o mutazioni genetiche,
Aurora Luciani (Sisp):
«Non tutte rappresentano controindicazione»

ASCOLI - Tante le domande, ma anche le reticenze, manifestate all'esperta del Servizio Igiene e Sanità pubblica dell'Area Vasta 5, a disposizione dei cittadini, nell'ambito della campagna informativa voluta dalla Regione Marche e che ha toccato tutti i capoluoghi di provincia. In Via d'Ancaria anche il direttore Cesare Milani, le addette dell'Urp ed il testimonial Massimiliano Ossini
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di Maria Nerina Galiè

 

Tappa ad Ascoli della campagna informativa sul Covid e sui vaccini, voluta dalla Regione Marche e che ha toccato tutti i capoluoghi di provincia. Ieri, 12 dicembre, in Via d’Ancaria, in centro storico, pronti a dare risposte ed elargire chiarimenti sul virus e come contrastarlo, il direttore di Area Vasta 5, Cesare Milani e la dottoressa Aurora Luciani, del Servizio Igiene e Sanità pubblica, affiancati dalle addette dell‘Ufficio relazioni con il pubblico. Con loro un testimonial d’eccezione, Massimiliano Ossini.

Tante le domande rivolte dai cittadini. A rispondere, l’esperta del Sisp, la dottoressa Luciani che ha avuto l’occasione di contrastare, in ragione di evidenze scientifiche, diverse “convinzioni” che, nonostante la nutrita diffusione di appositi studi, rappresentano ancora un ostacolo alla decisione di aderire alla vaccinazione.

Le allergie, ad esempio. «C’è stato chi ha riferito di avere delle allergie – ha spiegato la dottoressa Luciani – ma è bene chiarire non tutte sottintendono una controindicazione al farmaco anti Covid. Ma solo quelle specifiche alle componenti del vaccino. 

Innanzitutto, per le persone allergiche, è attivo un percorso preferenziale nei punti vaccinali per la popolazione. Nel caso in cui si dovesse verificare una reazione allergica, dopo la prima o la seconda dose, all’utente viene prenotata la visita allergologica, durante la quale viene effettuato il “test al peg”. Il peg è l’unico eccipiente contenuto in entrambi i vaccini (Moderna e Pfizer, ndr) che può dare reazioni allergiche.

In caso di positività a questo eccipiente, viene emesso l’esonero alla vaccinazione, che ad oggi, per indicazioni ministeriali, è valido fino al 31 dicembre, con possibilità di rinnovo automatico. Se il test al peg è negativo, invece, il vaccino può essere somministrato.

In determinate condizioni l’allergologo raccomanda l’esecuzione in ambiente protetto, cioè in ospedale. La somministrazione viene affiancata da un anestesista che crea un accesso venoso, prima che venga inoculato il farmaco. L’utente, in quel caso, resta in osservazione post vaccinale per un’ora».

Qualcuno ha avanzato reticenze per via di mutazioni genetiche che celano il rischio di trombosi e, per questo, ha chiesto l’esenzione alla vaccinazione, che diventerà obbligatoria, tra due giorni, per determinate categorie, come insegnanti e forze dell’ordine.

«Il caso che mi è stato sottoposto ieriè ancora Aurora Luciani che parlaera relativo ad una mutazione genetica che, però, rientra nelle cosiddette “false controindicazioni” alla vaccinazione. L’unica, vera, controindicazione rimane l’allergia al vaccino o a uno dei suoi componenti. Poi ci sono le controindicazioni relative. E’ il medico a dover determinare, caso per caso, se ci sono i presupposti per l’esonero».

Ancora persone che non credono all’efficacia del farmaco per la riduzione dei ricoveri. «Entrambi i vaccini in uso hanno un profilo di sicurezza e efficacia che supera il 90% contro le forme gravi di infezione. Sono gli studi a dirlo», ha precisato l’esperta del Sisp.

O addirittura ci sono stati cittadini restii alla vaccinazione perché «”impauriti” – ha continuato la dottoressa – dal fatto che il vaccino utilizza una tecnologia innovativa. E’ stato spiegato che il vaccino non modifica il nostro genoma, in quanto non contiene Dna, ma Rna, che viene convertito nella proteina spike e dal quale non è possibile sintetizzare Dna.

L’mRNA dei vaccini, come tutti gli mRNA prodotti dalle cellule, si degrada naturalmente dopo pochi giorni nella persona che lo riceve».
In molti hanno chiesto se c’era la possibilità di vaccinarsi per la terza dose, ieri, in via D’Ancaria ad Ascoli, ma l’iniziativa aveva lo scopo di informare la popolazione. «A loro – ha detto ancora la Luciani – abbiamo consegnato i moduli relativi.

Alcuni ci hanno chiesto informazioni sulla tempistica della terza dose (l’attesa di 150 giorni dall’ultima dose eseguita a completamento del ciclo vaccinale) ed abbiamo segnalato che il sistema non consente di prenotarsi prima che scadano i 150 giorni.

Li abbiamo rassicurati di attendere, in quanto il sistema di prenotazione è tale che consente di prenotarsi il giorno stesso per il giorno dopo.

Poi ancora, anche se l’ingresso ai punti vaccinali è valido senza prenotazione abbiamo consigliato di prenotare: l’utente che si prenota ha la priorità e salta la fila rispetto ai non prenotati». 

 



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