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Ascoli, chi arriva (Paganini)
e chi parte (Avlonitis)

SERIE B - Si sta completando lo scacchiere bianconero con l'ultimo colpo del ds Valentini che compone una mini colonia del Frosinone: il nuovo numero 7, Dioinisi e Salvi. Arriva dal Lecce ed è figlio del grande ballerino Raffaele: non a caso il suo secondo nome è Rudolf, come il mitico Nureyev, morto poco prima che lui nascesse
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Paganini e il ds Valentini (foto AscoliCalcio)

 

di Andrea Ferretti

 

Giorno di ufficializzazioni per l’Ascoli con il trasferimento a titolo definitivo di Anastasios Avlonitis all’Apollon Limassol, club della massima serie cipriota, e l’arrivo di Luca Rudolf Paganini. Il diesse Marco Valentini sta dunque completando lo scacchiere da mettere nelle mani di mister Sottil per il girone di ritorno.

Avlonitis

Il difensore greco saluta Ascoli dopo una stagione e mezza e 31 presenze in campionato. Paganini, romano di 29 anni (a giugno) arriva invece dal Lecce dove si era trasferito un anno e mezzo fa. Cresciuto nei settori giovanili del Tor di Quinto e della Roma, esordì ad appena 17 anni con il Frosinone dove, tranne una breve parentesi a Fondi in C2, è rimasto dieci anni giocando in Serie C, Serie B e Serie A, compagno di squadra anche di Dionisi e Salvi che ora ritrova ad Ascoli.

Ha fatto parte di quel Frosinone che ha conquistato nel 2016 e nel 2018 la promozione in Serie A, vestendo la maglia dei ciociari ben 195 volte, con 28 gol e 18 assist.

Poi il passaggio al Lecce, in B, squadra con cui ha disputato la scorsa stagione e l’andata dell’attuale campionato, per un totale di 28 gettoni e 1 gol. Lo scorso 16 ottobre, in Ascoli-Lecce 1-1, al “Del Duca” c’era anche lui ma rimase in panchina.

Raffaele Paganini

Luca Paganini è figlio del famoso ballerino Raffaele Paganini. E non è un caso che uno dei suoi due nomi sia Rudolf. In onore del grande Rudolf Nureyev, russo, uno dei più grandi ballerini del secolo scorso, morto a 55 anni nel gennaio 1993, pochi mesi prima della nascita di Luca.

Ad attendere il nuovo calciatore del Picchio c’è la maglia numero 7, lo stesso numero che fu di un certo Walter Alfredo Novellino: un motivo in più per fare bene.

 

 

 


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