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Luca Innocenzi monstre: lascia l’ospedale, va a Faenza e vince il “Palio del Niballo”

DOPO la brutta caduta da cavallo di sabato sera al Campo dei Giochi, il cavaliere di Porta Solestà non rinuncia all'esordio nella Giostra romagnola. Dopo vent'anni regala il Palio a Borgo Durbecco che aveva puntato sul 40enne che da quattro anni vince il Premio "Miglior cavaliere d'Italia" 
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Innocenzi premiato a Faenza

 

di Andrea Ferretti

 

Non ci sono ormai più aggettivi per descrivere Luca Innocenzi, il cavaliere del Sestiere di Porta Solestà recordman della Quintana di Ascoli con 14 vittorie.

Prima del via

 

Dopo essere caduto da cavallo (l’animale sta bene) sabato sera durante le prove al Campo dei Giochi di Ascoli ed aver trascorso mezza nottata all’ospedale “Mazzoni” di Ascoli, dove lo hanno sottoposto a tutti i controlli del caso escludendo fratture, ieri domenica a distanza di pochissime ore dall’incidente che ha gelato tutti i presenti perchè poteva avere ben altre conseguenze, ha lasciato di nuovo tutti a bocca aperta vincendo il “Palio del Niballo” di Faenza.

 

Una Giostra alla quale Innocenzi non aveva mai partecipato. Esordire a 40 anni e iscrivere il proprio nome nell’Albo d’Oro dove figurano cavalieri del calibro del compianto Gianfranco Ricci, Mario e Willer Giacomoni (tutti di Faenza) non è proprio cosa da tutti i giorni.

 

Lui c’è riuscito pur non essendo al top dopo quanto accaduto la sera precedente. Dimesso dall’ospedale, Innocenzi è salito in auto e, con il suo entourage che non l’ha mollato un attimo, ha puntato decisamente su Faenza dove tutti lo stavano aspettando. Soprattutto i rionali di Borgo Durbecco (ex Rione Bianco) e mettiamoci pure i promettenti colleghi della stampa locale i quali, poco informati o informati male, avevano già battezzato Innocenzi out e Tommaso Suadoni pronto a prenderne il posto. L’hanno buttata là, è andata male.

Eccolo allo stallo di partenza

 

Innocenzi ha smentito tutti, è salito a cavallo e per la verità non è partito bene perchè ha perso attimi preziosi alle prime aperture degli stalli di partenza perdendo preziosi frazioni di secondi e quindi le sfide. Poi ha corretto il tiro e tutti hanno potuto ammirare colui che nelle prime quattro edizioni del Premio “Miglior cavaliere d’Italia” s’è portato casa tutti e quattro i trofei mettendo già un’ipoteca sul quinto.

 

Entusiasmanti gli spareggi finali con l’avversario del Rione Rosso (il giovane Matteo Rivola) che alla fine, nonostante la notevole differenza di età, si è dovuto arrendere alla classe di Innocenzi che ormai è ufficialmente “il cannibale di Palii e Giostre”. Insomma, dove c’è una corsa a cavallo, batterlo è diventato un’impresa, riuscita a Massimo Gubbini ad Ascoli lo scorso anno e pochi giorni fa a Lorenzo Melosso a Foligno. Ma è anche vero che giungere secondi alle sue spalle comincia ormai a sapere di vittoria. Per lui parlano i fatti e, trattandosi di gare, quelli che contano alla fine sono solo i numeri.

 

A Faenza oltre al giovane Rivola a lui si sono arresi anche Matteo Tabanelli (RioneNero) che aveva vinto l’ultimo Palio nel 2019, l’esordiente Sergej Sissa (Giallo) e l’esperto Marco Diafaldi (Verde). Borgo Durbecco da quando ha assunto la nuova denominazione, non aveva mai vinto. In precedenza, il Rione Bianco non è che avesse fatto sfracelli, portando a casa solo sei Palii, l’ultimo nel 2002. Per questo è festa doppia.

 




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