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Il “Var quintanaro” rimanda a settembre alcuni coordinatori di corteo

ASCOLI - Nessuna sanzione disciplinare, nè pene pecuniarie per Sestieri, Gruppo Comunale e Castelli. Ma video e fotografie sono stati passati al setaccio dalla Consulta Storica producendo richiami, suggerimenti e anche qualche lode. Nel mirino una parte della sfilata durante il corteo di andata di agosto in Piazza del Popolo
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Il passaggio del Gruppo Comunale in Piazza del Popolo

 

di Andrea Ferretti

 

All’inizio, qualche anno fa, lo chiamavano “il grande fratello”. Oggi, usando un termine sportivo ormai sulla bocca di tutti, possiamo definirlo Var (Video Assistant Referee). L’occhio vigile che condiziona le partite di calcio, si conferma un sistema efficace anche per la Quintana di Ascoli.

 

In questo caso, però, la Giostra non c’entra nulla e la sfida dei cavalieri è per fortuna ancora nelle mani, anzi negli occhi, dei giudici disseminati lungo l’otto del Campo dei Giochi e del Provveditore di campo, uno che le regole sa applicarle e, soprattutto, farle rispettare: Emidio Morganti, ex big dei fischietti della Serie A di calcio.

 

Il “Var quintanaro” non è ovviamente immediato come nello sport, ma si tratta di video e foto che vengono passati al setaccio dalla Consulta Storica, uno dei bracci operativi del Consiglio degli Anziani della Quintana. Negli anni pre covid fioccavano le sanzioni, ovvero multe il cui importo veniva sottratto al Sestiere, o al Gruppo Comunale o ad un Castello dal contributo dell’anno successivo. Con le casse dei Sestieri che languono sempre di più, negli ultimi anni è stata imboccata la strada (scelta saggia) di evitare le multe, virando su richiami e richieste di spiegazioni. Insomma, giusto qualche cartellino giallo: prevenire meglio che reprimere.

 

La scelta ha dato buoni frutti ma strafalcioni, pressapochismi e mettiamoci pure qualche bestemmia storica sono sempre in agguato. E’ avvenuto così anche quest’anno, in occasione della Quintana di agosto. Passati al microscopio filmati e foto del corteo, sono emerse diverse imperfezioni che si sono poi trasformate in qualche “tirata d’orecchie” e un  paio di bocciature.

 

Queste ultime rappresentano l’aspetto più grave, perché si tratta di “studenti rimandati a settembre”. Si tratta di alcuni coordinatori di corteo che dovranno ripetere l’esame, quello di fine corso che, prima della doppia edizione 2022, ne aveva “diplomati” ventiquattro. Coordinatori che sono andati ad aggiungersi a quelli di cosiddetta lunga militanza. Quintanari, figuranti che dovrebbero conoscere a menadito le regole, pronti dispensare consigli e richiami ai figuranti del proprio Sestiere. Ma così, come spesso avvenuto anche in passato, sembra non sia stato.

 

Stavolta a farne le spese sono i coordinatori dei Sestieri di Porta Tufilla e Porta Solestà, seguendo l’ordine con cui i due Sestieri, in base alla classifica della Giostra di luglio, hanno sfilato ad agosto. Ma cosa è accaduto? Durante il corteo di andata, in Piazza del Popolo quasi tutti i figuranti dei due Sestieri hanno sfilato dove non dovevano, ovvero allargandosi sulla destra (Caffè Meletti) prima di imboccare la strettoia a sinistra che da Via Del Duca conduce a Piazza Simonetti. Uno zig-zag incomprensibile iniziato nella parte finale del corteo di Porta Tufilla quando dietro al gruppo degli sbandieratori rossoneri si è poi accodato tutto il Sestiere che seguiva, Porta Solestà. Nessun problema, invece, per Gruppo Comunale e Castelli posizionati all’inizio del corteo e per i Sestieri che seguivano Solestà. Ecco allora che tutti i coordinatori dei due Sestieri, vecchi e nuovi, dovranno ripresentarsi davanti alla commissione esaminatrice.

 

Per il resto il “Var quintanaro” ha dispensato richiami (ma anche qualche lode) a tutti i Sestieri, al Gruppo Comunale e ai Castelli sul portamento da tenere in sfilata, sul non utilizzo di modernità varie che fanno a cazzotti con una rievocazione storica di così grande rilevanza, su calzature e calzamaglie come minimo approssimative, sull’utilizzo di accessori decisamente non appropriati.

 

Il “cartellino giallo” non è stato risparmiato nemmeno all’ex arbitro Morganti, il Provveditore di campo, reo di aver sfilato non indossando il copricapo. Si tratta di un accessorio obbligatorio per alcune figure, come ad esempio il console di Porta Maggiore.

 

Quintana più professionale con i nuovi coordinatori di corteo




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