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Per l’Ascoli sosta (di riflessione) dopo la sconfitta con la Reggina

SERIE B - I calabresi hanno segnato nell'unico tiro in porta della partita. I calzettoni rossi nel giorno dell'inaugurazione della statua del Presidentissimo Rozzi non hanno portato fortuna
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di Lino Manni

 

Dopo due giorni trascorsi a tavola il divano è salutare. Se poi c’è  la partita allora è il massimo. La regina delle Marche, l’Ascoli, contro la… Reggina dello stretto. Una sfida di alto rango, dalle mille aspettative. Mi aspettavo qualcosa in più dai bianconeri, ma evidentemente torrone e panettone hanno appesantito la truppa di mister Bucchi. Non si sfata la “maledizione” Pippo Inzaghi, che ancora una volta ha avuto la meglio sull’Ascoli. Ora ho capito perché quel furbacchione del patron Pulcinelli lo voleva come allenatore dei bianconeri. L’aria di festa ha dirottato oltre novemila spettatori al “Del Duca” che hanno fatto registrare anche il record d’incasso. Alla bella torta è mancata però la ciliegina. L’Ascoli ha perso, perché non ha mai tirato mai in porta, e perché la Reggina ha prodotto un maggior volume di gioco. Dai e dai, alla fine nell’unico tiro in porta i calabresi hanno fatto gol.

Una partita iniziata con il brivido con la squadra capitanata da un ancora furioso Menez che reclamava per ben due volte un calcio di rigore. Visto l’andazzo della partita, ho avuto il tempo per divorare un’altra fetta di panettone e prendere un caffè rigorosamente corretto all’Anisetta. Caffè che per poco non mi va per storto quando Gondo ha ciccato l’unica palla a disposizione nel primo tempo. Non è giornata ho detto. Nella ripresa la situazione non è cambiata: predominio sterile della Reggina, Leali comunque mai impegnato. Forse sarà stato un caso, forse una coincidenza, ma la mossa di mister Bucchi di cambiare l’esterno (Falzerano per Donati) apre la strada al vantaggio della Reggina. Nell’occasione balla troppo la difesa dell’Ascoli e alla fine, visto che nessuno dei bianconeri vuole buttare la palla fuori, ci ha pensato Rivas a scaraventarla in rete realizzando il gol partita. Nonostante i cambi, i calzettoni rossi indossati nel giorno dell’inaugurazione della statua del Presidentissimo Costantino Rozzi ai Giardini pubblici, l’Ascoli non è riuscito a cambiare l’andazzo. Ora c’è la pausa che sarà di riflessione per la dirigenza bianconera. Per i giocatori, dopo il Capodanno, si ricomincerà in vista della prima di ritorno del 15 gennaio a Terni. Per il momento auguri a tutti e che il 2023 sia un anno ricco di soddisfazioni per tutti.




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