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Quando la paura fa novanta, l’Ascoli va in gol 

SERIE B - Quello con la Ternana era un bivio e l’Ascoli ha preso quello giusto. Domate le Fere ora c'è da catturare i lupi della Sila: il 1 maggio al "Del Duca" contro il Cosenza ci sarà molto da "lavorare"
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di Lino Manni 

“Cinque giorni che ti ho perso, mille lacrime cadute”, canta Michele Zarrillo.

Cinque i giorni di divisione tra la squadra e i tifosi: una in ritiro, gli altri in disaccordo con i vertici del club bianconero. Tornati in campo i giocatori e sugli spalti i tifosi la fiammella si è riaccesa. L’amore per la squadra è al di sopra di tutto e tutti. Un amore che in realtà non si è mai spento. Quello di Terni era un bivio e l’Ascoli ha preso quello giusto.

 

Mi ha fatto un certo effetto vedere Dionisi, capitano, con una maglia diversa da quella bianconera. Ho visto ancora un Di Tacchio incerottato ma ancora eroico, alla Enrico Toti. La partita degli ex, tanti in campo e qualcuno ancora in infermeria. Non sono mancati i brividi con un buon Ascoli all’inizio pronto ad impostare il gioco dal basso. Tanti passaggi è una vita che non li vedevo.

 

Tutto sommato un primo tempo tranquillo sul divano, in una partita non certo spettacolare. Una gara molto tesa, corretta ma non ha certo fatto i complimenti Dionisi a Bellusci: il labiale in tv è evidente. Ma ci può stare, anche se è brutto a vedersi dato che non più di tre mesi fa andavano a cena insieme. Vabbè è il calcio e spesso in campo si dicono cose…senza senso e speriamo anche senza cattiveria.

 

Tornando alla palla che rotola in campo l’unico sussulto del primo tempo, allo scadere, con Vaisanen che sbaglia a porta vuota. Perdonabile a un difensore. Nella ripresa l’Ascoli rischia qualcosa in più: d’altronde il pari sarebbe servito a poco. Rischia di prendere gol ma Casasola più che una casa è una… sola. Poi è Rodriguez a farmi saltare sul divano ma lo spagnolo non segna…neanche con la penna. È bravo per altre cose.

 

In campo, intanto, Bellusci è sempre più battagliero tanto da vedere giallo (gli costerà un turno di squalifica), Falzerano sempre più spompato, Zedadka in riserva. I cambi portano linfa nuova in campo e quando la paura fa novanta arriva il gol, o meglio la testa, di Botteghin a far esultare quelli del garage, il club di tifosi bianconeri, presente al “Liberati”. Le “fere” rossoverdi sono domate. Ora si volta pagina e si pensa già alla festa del 1 maggio, la festa dei lavoratori. Per l’Ascoli ci sarà molto da “lavorare” contro il Cosenza al “Del Duca”.


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