Ascoli-Brescia, c’è chi la vedrà dal Texas: «Una passione che non si può spiegare»

DA DALLAS un grande tifoso bianconero, Natalino Vittori, scienziato e professore universitario nato in Venezuela da genitori ascolani. Domenica seguirà la finale promozione davanti alla televisione: «E' qualcosa che si può soltanto vivere. E come si dice ad Ascoli: "Pozza i bè"»
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di Elena Minucci 

 

Non importa che ore saranno a Londra, New York, Sydney o nel resto del mondo. Questa domenica, sarà il grande giorno della finale di ritorno dei play off di Serie C tra l’Ascoli e il Brescia. Novanta minuti che valgono una stagione intera e un posto in Serie B. L’orologio di migliaia di persone sarà sincronizzato solo ed esclusivamente sull’orario del calcio d’inizio dei bianconeri.

Natalino Vittori

 

Chi non potrà essere al “Del Duca” si collegherà ad una televisione o ad uno smartphone ma una cosa è certa: tutti saranno lì, pronti a soffrire per lo stesso obiettivo. Anche a Dallas, in Texas, il tifo non sarà da meno. Lo sa bene Natalino Vittori, conosciuto da tutti come Nino, grande tifoso bianconero. Settantatrè anni, nato in Venezuela da entrambi i genitori ascolani, da anni vive negli Stati Uniti dove ha lavorato come scienziato e professore universitario.

 

Nonostante la distanza, il legame con le sue origini e soprattutto con la sua squadra del cuore è rimasto intatto. Natalino infatti torna spesso ad Ascoli, dove vivono ancora i suoi parenti. Tra i suoi amici c’è Franco Piccioni, titolare del pub “Beer Coyote” conosciuto durante le riunioni e gli incontri dei tifosi.

 

«L’Ascoli è una passione nata in famiglia – racconta – è qualcosa di grande, che non si può spiegare, si può soltanto vivere. E come si dice ad Ascoli: “Pozza i bè”».

 

Domenica la partita la vedrà in televisione, a migliaia chilometri di distanza ma con il cuore verso il “Del Duca”.

 

 


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