di Emanuela Voltattorni
Una zona densamente abitata, caratterizzata da palazzi di grandi dimensioni costruiti in anni in cui la disponibilità di parcheggi interni non rappresentava una priorità urbanistica come accade oggi. Oppure, in alcuni casi, con garage dalle altezze e dagli spazi non sempre adeguati alle auto attuali. Così le vetture sono costrette a contendersi ogni posto disponibile lungo la strada. A questo si aggiungono uffici, negozi e il continuo via vai di utenti e clienti con le loro auto. È una situazione ben nota, quella della zona Ascolani di Grottammare, che nelle ultime settimane – secondo quanto lamentano alcuni residenti – si sarebbe ulteriormente aggravata.
A rendere ancora più complicato un equilibrio già precario sarebbe stata la concentrazione di lavori tra l’area di piazza Carducci e via Pascoli, interventi che hanno ridotto ulteriormente il numero di posti auto disponibili. Il risultato, raccontano dal quartiere, è una caccia quotidiana al parcheggio che spesso si conclude con soluzioni di fortuna, soste ai limiti del consentito e, non di rado, multe.
Un residente precisa anche un aspetto: «È vero, a Grottammare i parcheggi non sono a pagamento e di questo va dato atto all’amministrazione comunale. Ma quando in un quartiere i posti non bastano, il rischio è che l’assenza delle strisce blu venga compensata, di fatto, da sanzioni continue».
Il malumore nasce soprattutto dalla percezione di un quartiere già sotto pressione, al quale si chiede ulteriore pazienza senza, però, prevedere misure alternative. «Ormai c’è chi mette in conto, ogni anno, di pagare qualche centinaio di euro di multe per sosta non consentita oppure per aver sforato rispetto al disco orario di un’ora – proseguono i residenti – non perché voglia fare il furbo, ma perché in certe fasce orarie trovare un posto regolare diventa quasi impossibile».
Il punto, secondo chi vive nella zona, non è contestare la necessità dei lavori pubblici, ma chiedere una maggiore attenzione nella gestione dei disagi: programmazione, comunicazione e magari, dove possibile, pensare a soluzioni temporanee.
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