Dopo oltre dieci anni di proroghe, ricorsi e tensioni tra marinerie, la Regione Marche mette un punto definitivo sulla questione della pesca delle vongole. La conferma arriva con la risposta della Giunta all’interpellanza n. 11/2026, commentata con soddisfazione dal consigliere regionale della Lega e presidente della II Commissione Andrea Maria Antonini.
«Finalmente si chiude una lunga fase di incertezza – afferma Antonini – e viene confermata la validità dell’attuale assetto come miglior punto di equilibrio possibile per tutto il comparto marittimo marchigiano».
La vicenda affonda le radici nel 2009, quando il regolamento regionale sulla pesca dei molluschi bivalvi divise le aree operative in quattro compartimenti: Pesaro, Ancona, Civitanova e San Benedetto. All’epoca, per evitare contraccolpi economici ad alcune imprese, venne introdotta una deroga temporanea che consentiva a 25 imbarcazioni sambenedettesi di lavorare anche nel compartimento di Ancona. Una misura nata come eccezionale ma che, negli anni, è stata prorogata più volte, alimentando scontri tra marinerie e battaglie amministrative.
Nel 2012 la Regione confermò ufficialmente la suddivisione delle aree di pesca attraverso la delibera 118, poi finita davanti al Tar. Solo nel 2022 la giustizia amministrativa ha riconosciuto la piena legittimità di quell’impianto normativo. La svolta definitiva è arrivata a dicembre 2025, quando la Giunta regionale ha deciso di non concedere ulteriori proroghe, facendo tornare pienamente operativo il sistema ordinario basato sui compartimenti territoriali.
«Oggi la pesca dei molluschi bivalvi nelle Marche è disciplinata in modo chiaro, stabile e coerente con i principi di legalità e sostenibilità ambientale» sottolinea Antonini. Secondo il consigliere regionale, il nuovo scenario favorirà anche rapporti più sereni tra le marinerie di San Benedetto e Civitanova, considerate realtà strategiche per l’economia costiera marchigiana.
«È stato raggiunto un equilibrio fondato su trasparenza, sostenibilità e pari condizioni di lavoro – aggiunge –. Un risultato ottenuto grazie all’impegno di istituzioni, consorzi, operatori e organi di vigilanza». Infine il ringraziamento rivolto a tutto il settore: «Si chiude una problematica che andava avanti da troppo tempo. Oggi restituiamo certezza e fiducia al mondo della pesca marchigiana».
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