
Mister Tomei e il presidente Passeri (foto Pierluigi Giorgi)
di Salvatore Mastropietro
Era stato il sindaco Marco Fioravanti ad annunciarlo durante la notte della festa, in mezzo all’entusiasmo di Piazza del Popolo dopo il 3-0 al Brescia. Lunedì 22 giugno diventerà realtà: Francesco Tomei riceverà la cittadinanza onoraria di Ascoli Piceno. La cerimonia si terrà alle ore 18:30, al termine del Consiglio Comunale, nella sala della Vittoria della Pinacoteca Civica di Piazza Arringo.
Un riconoscimento che la città tributa a un allenatore arrivato nell’estate 2025 con il compito di ricostruire da zero e capace, al primo colpo, di riportare l’Ascoli in Serie B. Impresa non da poco, considerando il contesto da cui si partiva: una squadra reduce dalla stagione più buia della storia recente, una proprietà nuova ancora in fase di rodaggio e un progetto tecnico totalmente da avviare.
Tomei ha risposto con il lavoro, le idee e una leadership silenziosa ma efficace. Ha costruito un’identità di gioco riconoscibile e coraggiosa, rara per la categoria, e ha saputo tenere unite le varie anime di un gruppo giovane e ambizioso che settimana dopo settimana ha fatto innamorare una piazza intera. Le sue parole in conferenza stampa sono sempre state misurate, lucide, rispettose degli avversari e coerenti con i valori trasmessi nello spogliatoio. Un solo scivolone in una stagione intera – il lancio della bottiglietta in Ascoli-Juventus Next Gen, costato sette lunghi turni di squalifica – che ha rivelato semmai un temperamento sanguigno difficile comunque tipico anche della piazza ea che non ha mai intaccato la stima e l’affetto costruiti con il popolo bianconero.
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