Un punto che lascia qualche piccolo rimpianto, ma anche la consapevolezza di aver fatto la propria partita, come sempre d’altronde. Nel dopo-gara di Ascoli-Empoli (1-1), mister Francesco Tomei ha analizzato una sfida difficile e fisica contro una squadra giovane e organizzata, ricordando le occasioni mancate e il peso di un episodio, il gol subito al 14′, che ha condizionato l’avvio dei bianconeri.
Il primo spunto riguardava l’atteggiamento dell’Empoli e le decisioni arbitrali, su cui Tomei ha preferito glissare: «Secondo me ci aspettavamo una partita del genere, perché l’Empoli è una squadra giovane, fisica, con giocatori importanti, che è venuta a cercare di fare la propria partita. In queste partite non è semplice entrare, bisogna avere pazienza e creare quelle situazioni in cui, quando capitano, devi far gol perché poi le gare cambiano. Invece purtroppo siamo andati sotto e non era semplice poi. Loro hanno aumentato l’aspetto di essere molto duri nel gioco e chiusi, rendendo difficile fare gol».
Il pareggio, ha ricordato l’allenatore, è arrivato e sono seguite altre opportunità per il colpaccio: «Siamo riusciti per fortuna a pareggiarla e poi abbiamo avuto tre o quattro situazioni dove, come la traversa di Gattoni alla fine, si potevano oggettivamente regalare i tre punti. Detto questo, continuiamo il nostro percorso sapendo che la Serie B è un campionato duro; ci sono queste partite e bisogna saperle accettare. Soprattutto bisogna capire che quando c’è l’episodio devi essere cinico, perché queste partite più chiuse e difficoltose le devi portare a casa in questa maniera».
Sulle scelte di formazione e sui cambi, con Acampora vicino alla trequarti e quattro sostituzioni in un colpo solo, il mister ha sottolineato l’importanza di avere un gruppo coinvolto: «Gennaro sta crescendo come un po’ tutti. Ho sempre detto che la cosa più importante per il nostro gruppo e la nostra mentalità è coinvolgere tutti i giocatori e avere la possibilità di cambiare. Chi entra deve avere la possibilità di incidere, leggendo la partita in corso. Chi è entrato è entrato bene e si poteva far gol anche con Gattoni o nell’azione di Bolsius, che se calciava subito senza andare giù faceva un grandissimo gol».
Tomei ha poi espresso soddisfazione per l’impegno dei suoi: «Sono contento della prestazione dei ragazzi, che per l’ennesima volta hanno dato tutto. Bisogna far tesoro di queste partite ed essere cinici nel colpire al momento giusto, come capitato anche col colpo di testa di Curado nel primo tempo che poteva cambiare le dinamiche della gara. L’Empoli è una squadra forte nei singoli e fisica, merito a loro, ma noi abbiamo fatto una buona gara». Sulle condizioni dello stesso Curado, uscito nella ripresa, ha tranquillizzato: «No, no, aveva solo dei crampi ed era un po’ stanco».
Interpellato su un primo tempo dall’apparenza insolita, con il centrocampo poco incisivo e un gioco che sembrava correre da un’area all’altra, Tomei non ha condiviso la lettura: «Secondo me si è giocato il giusto per noi, abbassandoli sul palleggio e creando gli uno contro uno sul perimetro. Non siamo stati determinanti negli uno contro uno esterni o nell’ultimo passaggio. I ribaltamenti di fronte c’erano perché loro cercavano la profondità diretta con le due punte. Quando una squadra come la nostra cerca di dominare e palleggiare contro un blocco così basso, ci sta la palla sporca o la seconda palla. A parte il gol in cui abbiamo un po’ dormito, non mi ricordo che abbiamo corso chissà quali rischi. Curado, Rizzo e lo stesso Gattoni quando è entrato sono stati bravi a reggere i duelli e la partita è stata fatta come doveva essere fatta».
Quanto alla pressione alta delle due punte dell’Empoli sull’impostazione dal basso, l’allenatore ha escluso correttivi tra primo e secondo tempo: «A volte siamo stati solo un po’ frettolosi, dato che il 90% delle squadre oggi ti viene a prendere uomo su uomo. Bisogna trovare il tempo e la giocata giusta, ma una volta usciti dalla prima pressione contro un blocco così basso e fisico non era semplice. Le tre o quattro situazioni che abbiamo creato fanno la differenza nel giudizio finale e, se portate a casa, cambiano la visione della partita. Ciononostante, sono contentissimo della prova dei ragazzi».
In chiusura, una considerazione sul terreno di gioco, non in ottime condizioni e poco favorevole al fraseggio rapido dei bianconeri. Tomei non ha girato intorno al tema: «Sicuramente non ti aiuta e a volte rallenta il gioco, il che per noi è un problema. Speriamo che la prossima volta il campo stia meglio».

























































