Acampora in azione nel precampionato (foto Pietro Festuccia)

Prosegue il lavoro intenso al Picchio Village agli ordini di mister Francesco Tomei, proprio nei giorni in cui il centro sportivo bianconero vive una novità importante. L’Ascoli Calcio ha infatti ormai raggiunto l’accordo, che sarà ufficializzato nel corso della settimana, per rilevare la struttura insieme a una cordata di imprenditori locali dagli eredi dell’ex presidente Francesco Bellini, scomparso nell’estate 2025. Bellini aveva puntato molto sul centro sportivo, tanto da tenerlo in proprietà anche dopo la cessione del club attraverso una società costituita ad hoc e controllata dalla holding “Picchio International”. Ora la possibile svolta è legata al lavoro della famiglia Passeri, che intende mettere mano in modo importante alle strutture per aggiungere un ulteriore tassello al progetto di sviluppo del club, sia dal punto di vista sportivo sia da quello patrimoniale.

Bernardino Passeri al Picchio Village (foto Ascoli Calcio)

A margine dell’allenamento odierno ha parlato in conferenza stampa Gennaro Acampora, arrivato in estate e uno degli elementi più esperti della rosa. Il centrocampista ha spiegato di essere approdato ad Ascoli proprio con questo obiettivo: «Portare un po’ di esperienza a questo gruppo di ragazzi fantastici, portare un po’ della mia esperienza del passato e cercare di aiutarli». Sull’inserimento non ha dubbi: «A livello umano mi sono trovato benissimo, è facile inserirsi quando trovi di fronte a te un gruppo sano. Inizialmente ho fatto un po’ più di fatica a capire i concetti, però ora sto iniziando ad apprendere e a capire quello che richiede il mister, e quindi mi trovo molto più a mio agio rispetto all’inizio. Ho trovato qui una società e una realtà seria, un gruppo di ragazzi fantastici, un bel centro sportivo: c’è tutto per lavorare bene».

Un pensiero alla scorsa stagione, particolare per lui, tra l’esperienza non conclusa nel migliore dei modi a Benevento e quella a Pescara, culminata con una retrocessione: «Sono arrivato ai primi di febbraio, era praticamente finito il calciomercato, e arrivavo in una situazione un po’ particolare con tante difficoltà. Col lavoro siamo riusciti a cambiare un po’ il volto della stagione, però purtroppo non è finita nel migliore dei modi. Rimane questa amarezza perché ci abbiamo creduto tutti».

Sul minutaggio resta con i piedi per terra: «Lo valuterà il mister. Io cercherò di farmi trovare pronto negli spazi che mi darà, se saranno 10, 15, 20, 30 minuti o una partita intera. Ho fatto diversi ruoli, dalla mezzala al trequartista, qualche volta l’esterno, il play. Dove mi mette il mister cercherò di dare il massimo. A Pescara ho giocato sotto la punta, cerco di dare una mano alla fase difensiva per poi andare a sostegno delle punte e stare più vicino alla porta: è quello che mi piace e che posso fare bene».

Sull’avvio dell’Ascoli, con 11 punti in sei giornate, Acampora ha detto: «Me l’aspettavo, perché l’ho seguito l’anno scorso soprattutto nelle fasi finali: ho visto una squadra che cercava un tipo di calcio che poi ho ritrovato qui. I ragazzi sono fantastici, danno tutto quello che hanno e in campo si nota». Sul pareggio di Bolzano, la lettura è equilibrata: «Una partita tosta per entrambe le squadre, c’è stato un momento in cui abbiamo sofferto più noi e in qualche frangente hanno sofferto loro. Il Südtirol è una squadra giovane ma con idee chiare, quindi complimenti a loro. Poteva finire in un modo o nell’altro, credo che il pareggio sia il risultato più giusto: ce lo teniamo stretto perché ci fa crescere».

L’obiettivo resta la salvezza: «Sappiamo di essere una neopromossa, una squadra giovane, con tanti giocatori alle prime armi per questa categoria. Non credo che siamo la rivelazione. In un campionato del genere è un attimo cadere e le insidie stanno dietro l’angolo. Non dobbiamo pensare di essere dei fenomeni perché abbiamo 11 punti: dobbiamo portare a casa più punti possibile, con la fame e l’umiltà di dare tutto quello che abbiamo».

Guardando alla sfida di sabato con l’Empoli, Acampora ha sottolineato il valore dell’avversario: «È una squadra forte, quest’anno hanno cambiato un po’ di giocatori, sarà una partita difficile. D’altro canto noi, a casa nostra, con questo pubblico e questa atmosfera, dobbiamo dare sempre qualcosa in più per farli contenti».

Il rapporto con l’ambiente è stato uno dei temi più sentiti: «Quello che pensavo della piazza di Ascoli si è confermato quest’anno. Ci avevo fatto uno spareggio play-off col Benevento in cui lo stadio era già caldissimo. Ora c’è molto più entusiasmo e con uno stadio nuovo e una curva nuova si amplifica tutto. Anche il numero di abbonamenti mi ha sorpreso: è una cosa ultra-positiva».

In chiusura, l’appello ai tifosi per sabato: «Loro sanno quanto sono vicini alla squadra, si nota anche dalle tantissime persone venute a Bolzano. Ci rende orgogliosi avere una città e un popolo che ci sostiene così tanto. Non vediamo l’ora di scendere in campo per mostrare loro che siamo orgogliosi di questa maglia».

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