La forza della nuova era dell’Ascoli Calcio targata famiglia Passeri sta nella capacità di fare gruppo facilmente, sia tra i giocatori in campo e sia tra i tifosi attorno a un tavolo di un pub come la birreria Alpen Rose di Alba Adriatica. Proprio lì ieri, martedì 13 ottobre, si è tenuta la cena organizzata dal club “Vallata Bianconera”.

Cena bianconera ad alba Adriatica

 

Presenti a rappresentanza della società il vicepresidente Andrea Passeri, il ds Patti con il suo collaboratore Agatino Chiavaro e gli staff della Primavera insieme al Marketing.

 

«Ogni volta è una nuova dimostrazione di quanto calore e vicinanza c’è intorno alla squadra e al progetto che stiamo portando avanti», ha detto Passeri a radio LatteMiele. E sul pareggio di Bolzano: «Rientro positivo per il risultato, ma tosto perché loro sono una delle squadre più complesse da incontrare oggi, a casa loro. Ma è stata una bella partita. Ci siamo divertiti».

 

Infine un punto sul Picchio Village, la famiglia è pronta a rilevare il 70% delle quote di proprietà degli eredi dell’ex presidente Bellini: «Ci lavoriamo da quando siamo entrati. Siamo alle fasi finali – aggiunge – e siamo molto felici che nel breve tempo si possa ricostruire un percorso importante dalle fondamenta, che sono quelle della vera casa. Perché lo stadio si vive un paio di volte al mese, invece il centro sportivo tutti i giorni».

 

L’obiettivo è trasformarlo in una vera cittadella dello sport bianconera: «Fondamentale per tanti motivi. A maggior ragione per una realtà piccola come l’Ascoli, crediamo fortemente nel valore di investire sul percorso e seminare, sperando di raccogliere i frutti nel tempo. Vogliamo migliorare le strutture e l’offerta formativa che va sia dal campo sia tutto ciò che è fuori», conclude.

 

D’accordo con lui Claudio Pierantozzi, seduto al tavolo delle vecchie glorie insieme a Lorenzo Scarafoni, Meco Agostini, Giuseppe Carillo e Pietro Zaini.

Da sinistra: Scarafoni, Agostini, Pierantozzi, Carillo e Zaini

 

«Avere una struttura di proprietà è importantissimo. I miei complimenti alla società – dice Pierantozzi, impegnato ancora oggi nella cura del talento dei giovani campioni -. Grazie a tutti i tifosi che ci fate sentire ancora importanti».

 

«È bello ricordare il nostro passato e omaggiare la magnifica atmosfera del presente, del quale soprattutto le nuove generazioni stanno beneficiando», ha detto Scarafoni.

 

Gli fa eco Agostini: «Si è ritrovata questa tradizione che anche noi portavamo avanti negli anni ‘90, quella di andare nei club del circondario. L’Ascoli rappresenta l’eccellenza del calcio marchigiano, e ho sempre più convinzioni di quanto la squadra possa lottare per le posizioni più alte».

 

Da mister a mister, parla Carillo: «Tomei e la squadra stanno facendo un ottimo lavoro, mi auguro che possano continuare così perché se il buongiorno si vede dal mattino…non aggiungo altro (ride, ndr)». «Anche i tifosi all’inizio erano scettici pensando all’impatto con la B ma con il nostro gioco è facile fare risultati». Così Pietro Zaini, che poi riconosce che «la cosa più bella è che i giocatori si sono immedesimati nel clima e sudano la maglia come se fossero nati qui».

 

Un attestato di stima da chi la storia l’ha scritta, e segue con attenzione i primi passi di una società che sembra avere tutta l’intenzione di portarla avanti e aggiungere nuove pagine importanti.

 

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