Defiscalizzazione aree di crisi,
Sabatini: «Inaccettabile escludere
Piceno, Fermano e Maceratese»

IMPRESE - Per il presidente della Camera di Commercio Marche lo sconto serve anche a risolvere la piaga dell’economia sommersa. «Ascoli, ad esempio, è la provincia marchigiana con il più elevato numero di lavoratori irregolari: la misura favorebbe una progressiva e necessaria riemersione»
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Gino Sabatini Presidente della Camera di Commercio delle Marche

«La scelta di escludere dagli sgravi contributivi le aree di crisi delle Marche è inaccettabile perché territori ed economie omogenee vanno trattate allo stesso modo a prescindere dalla regione di appartenenza». Il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, prende posizione contro il mancato inserimento dell’area di crisi industriale complessa della Valle del Tronto-Piceno e dei distretti del calzaturiero e della pelletteria Fermano-Maceratese tra quelle per le quali il governo ha previsto una decontribuzione fino al 2029, anche per i rapporti di lavoro in corso.

«Si tratta di aree con imprese ad alta intensità di lavoroaggiunge Gino Sabatiniche risentono ormai di una crisi strutturale decennale. Senza contare che l’esecutivo si accinge anche a inserire un cavillo legato alla sede di lavoro e non a quella legale dell’azienda: è una beffa, perché si tratta di un’ulteriore forma di penalizzazione per i nostri imprenditori».

Secondo Sabatini, «la politica non può chiudere gli occhi e fare scelte incoerenti: il ragionamento deve essere semplice e problemi simili vanno trattati con le stesse ricette. Non è possibile trovare soluzioni semplicemente tirando una linea geografica». «Gli imprenditori marchigiani non vogliono i sussidi – dice ancora il Presidente camerale – ma nemmeno vogliono essere penalizzati da misure che favoriscono le aziende che operano in territori limitrofi e che, in diversi casi, hanno la stessa specializzazione produttiva o hanno problemi di competitività analoghi» .

Ma Sabatini evidenzia un ulteriore vantaggio se le province del centro-sud delle Marche fossero inserite tra le aree che beneficeranno della decontribuzione: «Oltre a scongiurare la concorrenza tra aree omogenee, aiuterebbe a risolvere la piaga dell’economia sommersa. Ascoli Piceno, ad esempio, è la provincia marchigiana con il più elevato numero di lavoratori irregolari: gli sconti favorirebbero una progressiva e necessaria riemersione».

Il presidente della Camera di Commercio delle Marche è in contatto con l’Assessore regionale al Bilancio, Guido Castelli, e con la Sottosegretaria del Mise, Alessia Morani.

«Sono per evitare le ricette a breve – anticipa Sabatini – per cui la mia proposta non solo prevede di inserire subito Piceno, Fermano e Maceratese tra le aree beneficiarie della fiscalità di vantaggio, ma anche prevedere che lo sconto possa essere abbinato a interventi specifici, focalizzati a riqualificare le filiere produttive in termini di trasformazione digitale, industria 4.0 e aggregazioni, in linea con le risorse che come ente camerale stiamo già liberando sul territorio. Ci vuole uno sforzo ampio e una strategia che stimoli il cambiamento, altrimenti si rischia solo di posticipare solo i problemi».


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