Zes Agricoltura, Curti (Pd): «Interrogazione sul rischio esclusione Marche e Umbria»

IL DEPUTATO del Partito Democratico interviene sul tema: «Occorre chiarire subito, in modo ufficiale, se il credito d’imposta, nella versione aggiornata alla legge di bilancio 2026, si applichi anche alle imprese agricole delle due regioni»
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«In queste ore si sta diffondendo un allarme concreto tra le imprese agricole delle Marche e dell’Umbria: dopo l’estensione della Zes unica ai nostri territori, il credito d’imposta dedicato alla produzione primaria agricola rischia di non essere applicabile in modo diretto ed esplicito», queste le parole dell’onorevole Augusto Curti, intervenuto sul tema intorno a cui si sta alimentando una certa apprensione.

Augusto Curti

Augusto Curti

 

«Se da una parte la legge ha esteso il perimetro territoriale della Zes anche a Marche e Umbria, nei testi attuativi permarrebbe il riferimento alle sole regioni del Mezzogiorno e all’Abruzzo, senza cioè un’estensione testuale inequivoca agli investimenti effettuati dalle aziende agricole marchigiane e umbre», prosegue il deputato.

 

«Non si tratta ovviamente della Zes nel suo complesso: il punto critico riguarda il credito d’imposta settoriale previsto dall’articolo 16-bis, cioè lo strumento pensato per sostenere gli investimenti della produzione primaria agricola, forestale e della pesca e acquacoltura», sottolinea Curti.

 

«Se questa lettura fosse confermata, ci troveremmo di fronte a una situazione inaccettabile: territorio regionale incluso nella Zes, ma imprese agricole escluse proprio dalla misura che dovrebbe accompagnare gli investimenti in una fase congiunturale particolarmente critica», osserva il parlamentare marchigiano.

 

«Per questo ho presentato un’interrogazione urgente al ministro: occorre chiarire subito, in modo ufficiale, se il credito d’imposta di cui all’articolo 16-bis, nella versione aggiornata alla legge di bilancio 2026, si applichi anche alle imprese agricole di Marche e Umbria – conclude -. E, nel caso si dovesse evidenziare la necessità di un coordinamento normativo espresso, chiedo che venga promosso con assoluta priorità un intervento correttivo nel primo provvedimento utile, al fine di tutelare le imprese e garantire certezza giuridica»


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