Quando la politica resta senza volti: il caso San Benedetto e la crisi della classe dirigente

POLITICA - Cresce la disaffezione, con numeri che parlano di affluenze sempre più basse. L'esempio della Riviera, dove i maggiori partiti non hanno ancora ufficializzato i candidati. Solo una (lunga) lista di nomi che, un po' come il meteo, varia ogni giorno. Non solo solo San Benedetto, però: le lacune riguardano tutta la classe politica, sempre più attorcigliata su sé stessa, incapace di rinnovarsi, lontana da studio e libri e sempre più vicina, pericolosamente, ai social
...

 

di Luca Capponi 

 

Si parla spesso di disaffezione crescente verso la politica, fatto suffragato dai numeri che ad ogni tornata elettorale parlano di affluenze sempre più basse. Prendiamo le ultime regionali nelle Marche, tenutesi a settembre, dove a votare fu il 50,01% degli aventi diritto, un calo di quasi 10 punti rispetto a cinque anni prima. In pratica, una persona su due non si è recata alle urne per esprimere la propria preferenza. Trattasi di un esempio tra i tanti, ma decisamente efficace nel rendere l’idea.

 

Solitamente, la reazione tipica dell’indomani è quasi sempre di ammenda, le riflessioni non vanno oltre un certo livello di guardia, se ne parla un po’ snocciolando le possibili cause ma poi, alla fine, la mossa è la solita, e cioè quella di spostare con nonchalance la polvere sotto il tappeto, quasi a ridimensionare, fare finta di nulla, dimenticare e tirare a campare: il politico medio, oltre questo non va. Tanto, alla fine, cosa cambierebbe?

 

Eppure, a ben osservare, tra i tanti motivi che continuano a causare questo effetto negativo ve n’è uno che in queste settimane torna a balzare all’occhio, soprattutto a quello vigile e attento. Per fare un altro esempio, prendiamo San Benedetto del Tronto, dove il prossimo 24 e 25 maggio i cittadini saranno chiamati a esprimersi per scegliere il nuovo sindaco dopo la caduta di Spazzafumo ed il conseguente commissariamento dello scorso novembre.

 

Ebbene, giunti a quasi due mesi dal voto i maggiori partiti e le due principali coalizioni non hanno ancora ufficializzato i rispettivi candidati. Solo una (lunga) lista di nomi che, un po’ come il meteo, varia di settimana in settimana. Con l’effetto inevitabile di creare ulteriore disorientamento in un elettorato già di per sé troppo abituato a immobilismo, mancanza di programmazione e lungimiranza, mala gestione della cosa pubblica, dibattiti di basso livello; insomma, con le ataviche lacune di una classe politica e dirigenziale attorcigliata su sé stessa, incapace di rinnovarsi, lontana da studio e libri e sempre più vicina, pericolosamente, a TikTok, Instagram e a tutta la narrazione social che (forse) porta consensi immediati, like, reactions, ma che nulla giova alla comunità, alla crescita ed al confronto.

 

Con tutte le attenuanti del caso, su tutti l’improvvisa (?) defenestrazione di Spazzafumo e la conseguente fisiologica difficoltà di partiti e liste nell’organizzarsi in tempi brevi, questa mancanza di “materia prima” altro non sembra che l’evidente segno di una penuria decennale. Mancano figure di rilievo, leader, manca il ricambio generazionale su tutto il territorio Piceno.

 

Sì, perché non può essere un caso isolato quello di San Benedetto, la città più popolosa della provincia, se è vero com’è vero che già nel 2024 nella vicina Ascoli, il capoluogo, a presentarsi furono solo in due, cioè il sindaco uscente, poi riconfermato con percentuale bulgara, Marco Fioravanti, e lo sfidante Emidio Nardini.

 

L’impressione è che, al di là del qualunquismo e della retorica, alla scarsezza della proposta politica si accompagnino sempre più frequentemente calcoli, spartizioni, scambi, migrazioni da una parte all’altra, restituzioni e favori: non è una novità, sia chiaro, ma pare roba sempre più difficile da far quadrare, specie se in breve tempo. Specie se l’obiettivo è quello di accontentare tutti, tranne forse il bene comune. E poco importa se, alla fine, a rimanere col cerino in mani sia proprio lui, il sempre sovrano (e scontento) popolo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X