
Un momento del workshop di Castignano, Folignano e Montedinove
Castignano, Folignano e Montedinove hanno ospitato centinaia di giovani in tre laboratori dedicati alla rinascita dei territori del cratere sismico. Storie, dati e visioni per chi sceglie di scommettere sull’Appennino.
Restare. Partire. Tornare. Tre verbi all’infinito che racchiudono una domanda generazionale: è possibile costruire una vita piena, ambiziosa e contemporanea in un borgo dell’Appennino centrale?
Il 19 e 20 marzo, tra Castignano, Folignano e Montedinove, giovani tra i 18 e i 35 anni hanno provato a rispondere. Non con slogan, ma attraverso progetti, esperienze e idee concrete.
I tre workshop – promossi dal Commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016 insieme al Ministro per lo Sport e i Giovani, tramite il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale – hanno concluso la tappa picena del roadshow “Restare, Partire, Tornare”, avviato lo scorso novembre al Teatro Lauro Rossi di Macerata.
Un percorso che mette in rete istituzioni, imprese, università e comunità locali, offrendo strumenti, testimonianze e laboratori di progettazione partecipata per immaginare il futuro delle aree interne.

Guido Castelli
La ricostruzione che crea lavoro: i numeri del rilancio
«I territori del cratere stanno vivendo una fase di rilancio economico – si precisa da parte degli organizzatori –Nelle Marche sono stati erogati circa 5,4 miliardi di euro sugli 8,5 miliardi concessi per la ricostruzione privata, con 8.200 cantieri conclusi e oltre 6.200 ancora attivi.
Secondo i dati Cresme, la ricostruzione ha generato oltre 15.000 nuovi posti di lavoro nell’area del cratere: 8.521 nelle Marche, 4.631 in Abruzzo, 1.233 nel Lazio e 913 in Umbria. Tra il 2022 e il 2024 l’occupazione è cresciuta del 12,4%, mentre il reddito disponibile pro capite è aumentato del 10,9% (contro il 6,7% della media nazionale). Nelle Marche l’incremento ha raggiunto il 12,3%.
A sostenere questa crescita contribuisce anche NextAppennino, finanziato con 2 miliardi di euro dal Piano complementare al Pnrr: quasi 1.400 imprese supportate e 565 milioni di euro destinati a investimenti e innovazione, di cui 161 milioni già attivi nelle Marche».
Le istituzioni: «Ricostruire le comunità»
«Ricostruire non significa soltanto intervenire sui fabbricati: significa soprattutto ridare forma, energia e prospettiva alle comunità – ha dichiarato il Commissario Guido Castelli – Il nostro obiettivo è creare le condizioni perché i giovani scelgano consapevolmente l’Appennino centrale e costruiscano qui il proprio futuro».
Il sindaco di Castignano, Fabio Polini, sottolinea: «Questo progetto aiuta a valorizzare le potenzialità reali del territorio. La nostra priorità resta la qualità della vita delle comunità».
Per il sindaco di Folignano, Matteo Terrani, «dietro le parole restare, partire e tornare ci sono persone che ogni giorno mettono in campo energie e competenze. Iniziative come questa servono a fare rete e costruire prospettive concrete».
Antonio Del Duca, sindaco di Montedinove, evidenzia: «Dopo decenni di spopolamento, stiamo vivendo una fase rigenerativa. Ora dobbiamo trasformarla in un percorso stabile».
Un laboratorio per il Paese
A quasi dieci anni dal sisma del 2016, circa 10.000 nuclei familiari sono ancora in attesa di una sistemazione definitiva, ma una famiglia su tre è rientrata nella propria abitazione negli ultimi tre anni.
«I comuni del Piceno – si legge nella nota a commento dell’evento – coinvolti dimostrano che il declino non è inevitabile: si può scegliere di restare, si può tornare e, talvolta, partire serve a comprendere il valore delle proprie radici.
Il progetto “Ripartiamo Insieme” punta a trasformare l’Appennino centrale in un laboratorio di innovazione sociale ed economica, un modello replicabile per il rilancio delle aree interne italiane».
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