
Francesco Ameli e l’impianto sciistico di Monte Piselli
Torna al centro del dibattito la vicenda del rilancio di Monte Piselli, ferma da tempo e ancora senza una soluzione concreta. A intervenire ancora una volta è il segretario provinciale del Partito Democratico, Francesco Ameli, che punta il dito contro ritardi e mancate promesse.
«Siamo arrivati alla fine di marzo e, come purtroppo avevamo previsto, il silenzio che avvolge la vicenda del Cotuge e del rilancio di Monte Piselli è assordante – afferma – Le scadenze fissate pubblicamente, i proclami della politica e le rassicurazioni date durante le assemblee si sono sciolti come neve al sole, lasciando la nostra montagna, gli sportivi e gli operatori del settore nell’ennesimo limbo di incertezza».
Nel mirino finiscono in particolare gli impegni annunciati nei mesi scorsi: «Il sindaco aveva parlato chiaro: entro marzo si dovevano trovare le risorse ed avviare le procedure per il nuovo impianto di risalita. Oggi prendiamo atto che non solo non c’è traccia di bandi o cantieri, ma dalla struttura commissariale, che abbiamo appreso essere diventata soggetto attuatore, non giunge alcuna notizia».
Il giudizio è netto: «Il bilancio attuale è fallimentare: anni di promesse elettorali, spreco di risorse pubbliche e un immobilismo gestionale che ricade interamente sulle spalle del CdA del Cotuge e di un’assemblea dei soci incapace di definire una strategia concreta».
Ameli allarga poi la critica al livello politico: «Questo non è solo un intoppo burocratico; è il fallimento politico di una destra che governa la Regione e gli enti locali, dimostrando un totale disinteresse per la “montagna degli ascolani”, come confermato anche dai recenti tagli ai comuni del territorio».
Nel frattempo, sottolinea, si perdono opportunità: «Abbiamo già perso una stagione invernale che sarebbe stata ottima e, di questo passo, rischiano di svanire anche le prossime».
Nel frattempo, in altra parte della regione e nemmeno troppo lontana dal Piceno, gli impianti sciistici saranno aperti a Pasqua, approfittando di questa ondata di freddo fuori stagione (leggi l’articolo).
Da qui la proposta del Partito Democratico, cioè quella di cambiare approccio. Ameli: «Chiediamo che si smetta di inseguire progetti che non vedono mai la luce e si inizi a costruire un’alternativa valida, sostenibile e moderna. Le competenze ci sono: pensiamo alla posizione autorevole del Cai, che propone un rilancio della montagna non legato solo allo sci ma a una fruizione tutto l’anno».
Spazio anche al mondo accademico: «Guardiamo con interesse alle idee della Facoltà di Architettura, capace di offrire una visione innovativa per il recupero dei borghi e delle vette».
Infine, l’affondo conclusivo: «La nostra montagna non è un bacino di voti da ingannare con scadenze fittizie, ma un patrimonio ambientale ed economico da valorizzare. Se il “Piano A” è naufragato insieme alla credibilità di chi lo ha gestito, si abbia il coraggio di ammettere il fallimento e si apra immediatamente un tavolo con associazioni qualificate e Università. Non c’è più tempo».
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