La città piange Piero Piccioni

ASCOLI - Si è spento a 77 anni. Soffriva da tempo di una malattia neurodegenerativa. Era stato una delle colonne del Gruppo Sportivo Elettrocarbonium di Giuseppe Mascetti negli anni Settanta e Ottanta. L’amicizia con Mario Ottavi. La lunga storia d’amore con Lee
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Piero Piccioni

 

di Walter Luzi

 

Tutti gli ex del Gruppo Sportivo Elettrocarbonium piangono Piero Piccioni, spentosi ieri a 77 anni dopo una lunga malattia neurodegenerativa. Aveva a lungo assistito con amore, in passato, il padre, Battista, sofferente della stessa patologia, augurandosi di non dover conoscere mai un simile destino. E invece.

Nel 1976

 

Piero Piccioni era di Porta Cappuccina, ed era stato uno dei primi giovani pupilli di Giuseppe Mascetti nel Gruppo Sportivo Elettrocarbonium. Aveva già fatto parte della numerosa nidiata del professor Giuseppe Ciufo a Montedinove, ma era arrivato all’Elettro un anno prima del suo maestro e di altri suoi compagni, nell’estate del 1970.

 

Sotto la guida di Alberto Baldoni fa parte, infatti, della prima formazione aziendale a debuttare nei tornei federali, stagione 70/71, che stravince il campionato di II° categoria.

 

Dieci anni dopo, quando il Gruppo Sportivo Elettrocarbonium festeggia, con il decennale, il trionfo nel campionato di I° categoria, Piero Piccioni figura già, insieme con Emidio Filipponi, Sergio Pulcini, Mario Ottavi, Antonio Zaini, Pietro Marozzi, Gianni Clerici e Gustavo Incaini fra i veterani con oltre 100 presenze all’attivo. Ha anche messo a segno quindici gol, che non sono davvero pochi per un terzino fluidificante, come si chiamava allora.

Piero con Lee nel 1978

 

Proprio con Mario Ottavi, il bomber della squadra, è già forte una amicizia che travalica abbondantemente i confini del campo di gioco. Non sono solo, infatti, fra i più giovani della squadra, ma anche fra i più forti, e, sicuramente, i più fighi.

 

Li accomunano anche le provenienze da paesi lontanissimi delle loro future mogli. Lee, quella di Piero, arriva dal Sudafrica, Marina, invece, dalla Tasmania. Entrambe saranno future insegnanti di inglese nella sede ascolana del British Institute.

Piero in una formazione dell’Elettro 75-76

 

Lee Joan Hodgson è uno spirito libero, una sorta di hippie giramondo in autostop con lo zaino a tracolla. In Ascoli la invita la sua amica Chiara. Ci arriva con la corriera di Cameli da Roma proveniente da Berlino via Milano con il suo italiano ancora stentato. Piero è amico di Roberto, il compagno di Chiara. Li presenta il giorno stesso. Passeranno insieme tutta quella settimana di luglio del 1978 in giro per l’Italia.

 

A Venezia scocca la scintilla. Lee riparte per il Sudafrica, ma torna in Ascoli a settembre. Non ha più voglia di girare il mondo ora. Sposa Piero il febbraio successivo. Si chiama colpo di fulmine. Uno di quei grandi amori che si vedono solo nei film. Quando Piero e Lee si sposano a Città del Capo, lui stenta molto, con il suo inglese maccheronico, a tenere il tradizionale discorso di rito. Gli fa da interprete il suo amico Roberto Celani.

(Il testo continua dopo le immagini)

Elettro ’72-’73

’74-’75

 

Dal loro matrimonio, nel 1979, nasceranno Ellen nello stesso anno, e Claudia nel 1983. Piero aveva sempre curato il suo gran fisico, soprattutto con una alimentazione sana e corretta. Era stato fra i primi consumatori di yogurt quando ancora doveva fare la sua comparsa sugli scaffali dei supermarket. Se lo faceva preparare artigianalmente alla Latteria Marini, in piazza Roma, fin dai primissimi anni Settanta. Salutista convinto aveva sempre rinunciato a sigarette e abbuffate, preferendo insalatone e le sue adorate frittate di patate. Amava giocare a tennis, e aveva trasmesso anche al suo amico Mario questa sua passione, come quella per gli orologi Swatch che collezionava.

 

 

All’Elettrocarbonium era stato impiegato in portineria, dove i turni ruotavano su quattro giorni lavorativi e due di riposo. Gli poteva capitare così di dover lavorare a Natale, Pasqua o Capodanno. Ma per quel buon posto di lavoro, ottenuto per meriti calcistici, era rimasto per sempre grato al suo presidente, Giuseppe Mascetti. Una riconoscenza che non tutti hanno riservato al loro “Capo” e benefattore.

 

Piero e Lee con gli amici nel 1978

Piero con Lee nel 1979

Elettro ’70-’71

Piero Piccioni con la fascia di capitano

Piero Piccioni giocherà ininterrottamente nelle prime squadre aziendali per oltre quindici anni. «All’Elettrocarbonium – ricorda Mario Ottavi – eravamo una squadra in campo, ma, soprattutto, fuori. Ci si ritrovava con i compagni, si stava insieme, non solo al campo per allenarsi, o per le partite. I risultati che sono poi arrivati sono stati, principalmente, frutto di questo clima. Il legame, l’amicizia, durava. E dura ancora. Quando parlo di loro, così come di Piero, parlo di fratelli. La nostra era una famiglia vera».

Con Mario Ottavi e alcuni compagni di squadra nel 1980

 

Una scuola di vita, non solo di calcio, che sotto quelle ciminiere plasmava prima gli uomini, e poi i calciatori.

 

«Piero è stata persona infinitamente brava sotto ogni punto di vista – prosegue commosso Mario Ottaviin campo, sempre corretto e preparato al meglio. Entrava in campo ogni volta con le gambe sempre lucide di olio canforato. Nella vita abbiamo condiviso tutto, svaghi, ferie, gite e momenti meno felici. Abbiamo avuto entrambi due figlie femmine, Ellen e Claudia lui, Roberta e Chiara io, che sono cresciute insieme. Negli ultimi anni mi sono mancati la forza e il coraggio per continuare a stargli vicino, sapendolo nel suo stato. Non ce l’ho fatta, e me ne vergogno, ma avevo già vissuto nella mia famiglia il dramma del suo terribile male».

Stagione ’83-’84

 

I primi sintomi una decina di anni fa, poi l’inarrestabile progredire del morbo che i farmaci possono, ancora, solo rallentare, ma non vincere. E noi, presunti umani, e presunti intelligenti, che continuiamo ancora a spendere miliardi in riarmo militare anziché in ricerca medica. Quattro anni fa l’ultimo viaggio in Africa che amava moltissimo, ma che già non riconosceva più. I nipotini quelli sì. Diego, quindici anni, e Davide, dodici, i figli di Ellen. E poi Lorenzo, dodici anni, Lia, dieci, e Anna Luce, sette, i figli di Claudia.

Piero con i nipoti

 

Le due ultime, femmine, finalmente, dopo tanti maschi, molto attese da Piero, giusto in tempo. «È stato un nonno meraviglioso – dice Lee – sempre dietro a tutti i suoi nipotini».

 

Oggi, sabato, alle 16,30, nella chiesa dei Santi Simone e Giuda, a Monticelli, ci saranno anche loro per dire addio al nonno. Ma quelli che hanno voluto bene a Piero Piccioni saranno molti di più.

Con le figlie

Il messaggio della moglie

 


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