di Luca Capponi
Giovani pirati della strada crescono. Anche se poi di solito ci si indigna sempre a cose fatte, quando c’è di mezzo la tragedia, per intenderci. Ma i segnali, laddove anche allarmanti, di solito si collocano bene sotto il tappeto, come la polvere da nascondere. Va da sé che certi comportamenti alla guida raccontino molto di più di quanto non facciano trattati antropologici sulla natura umana.

Strisce pedonali in viale Rozzi
Li vedi, braccio fuori dal finestrino, dall’alto dei loro macchinoni, incuranti del resto, perennemente al telefono, fregarsene delle più elementari regole del codice della strada e, soprattutto, dell’educazione e della civiltà. Ma senza voler fare del qualunquismo, ecco solo l’ultimo degli esempi, accaduto ieri in viale Rozzi, tra i punti più a rischio insieme a via Mari e viale Marconi, per citarne due. A raccontare quanto accaduto, un nostro lettore che si trovava in zona, a passeggio col cane.
«Faccio una premessa: sono sempre molto attento quando attraverso la strada, evito di piombare all’improvviso sulle strisce per non costringere chi guida l’auto a frenate improvvise – spiega -. Ho fatto così anche ieri, ma non è servito. Mi trovavo all’altezza della chiesa di San Marcello, in pieno attraversamento delle strisce. Una Mercedes nera si trovava a distanza, il conducente stava parlando al telefono. Ho pensato che si fermasse, ma evidentemente non è stato così. Ha deviato la traiettoria all’ultimo, colpendomi ad un fianco con lo specchietto. D’istinto ho cercato di scansare il cane, l’impatto ha scaraventato lontano la borsetta che avevo con me, io sono rimasto in piedi per miracolo. L’automobilista, continuando a telefonare, non si è neanche fermato, e per evitare che qualcuno memorizzasse la sua targa ha subito svoltato verso via Piemonte»
«Dietro di lui è sopraggiunta una Panda guidata da un signore anziano, che invece si è fermata – è la prosecuzione –. Anche lui era incredulo. Lo spavento è stato tanto, per fortuna ho solo un fianco dolorante, ma ciò che più mi intristisce è la mancanza di educazione, soprattutto se penso che alla guida c’era un ragazzo. Purtroppo questi fenomeni di malcostume, chiamiamoli così, sono in aumento, per i pedoni attraversare in sicurezza spesso si rivela un’impresa, alla guida ci sono persone che a tutto pensano tranne che a condurre l’auto, tra telefoni, schermi e velocità».
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati