Ancora violenza in carcere: detenuto aggredisce due agenti di Polizia Penitenziaria

ASCOLI - Allarme crescente a Marino del Tronto. Solo due giorni fa nello stesso istituto si era registrata una sequenza particolarmente preoccupante di eventi 
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Nuovo episodio di violenza nel carcere di Marino del Tronto, ad Ascoli Piceno. Nella mattinata di oggi, 10 aprile, un detenuto si è scagliato contro due agenti della polizia penitenziaria, colpendoli con calci e pugni durante un momento di servizio all’interno della struttura.

 

Mezzi della Polizia Penitenziaria nel carcere di Ascoli

I due agenti sono stati immediatamente soccorsi dai colleghi e, a seguito delle lesioni riportate, trasportati al pronto soccorso dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli Piceno per le cure del caso. Le loro condizioni non sarebbero gravi, ma l’episodio riaccende l’attenzione su una situazione interna sempre più critica.

 

Solo due giorni fa, l’8 aprile, nello stesso istituto si era registrata una sequenza particolarmente preoccupante di eventi: episodi di violenza, atti autolesionistici, incendi e danneggiamenti strutturali, accompagnati da comportamenti fortemente aggressivi nei confronti del personale in servizio (leggi l’articolo).

 

Un quadro che, secondo le organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria, sta assumendo contorni sempre più difficili da gestire. Al centro delle criticità viene indicata in particolare la presenza di diversi detenuti con problematiche psichiatriche, ritenute non adeguatamente supportate da strutture e risorse idonee all’interno del carcere.

 

I sindacati, tutti e in diverse circostanze, parlano apertamente di una situazione ormai al limite e sollecitano un intervento immediato da parte delle istituzioni competenti, a partire dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria, chiamato a coordinare e monitorare il sistema penitenziario a livello territoriale.

 

Tra le richieste avanzate, il rafforzamento degli organici, maggiori tutele per il personale e misure specifiche per la gestione dei detenuti con fragilità psichiatriche, al fine di garantire sicurezza sia agli operatori sia agli stessi reclusi.

L’ennesimo episodio di aggressione conferma così un clima di forte tensione all’interno della struttura ascolana, dove la quotidianità del personale continua a essere segnata da criticità e rischi crescenti.


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