
Ternana in festa dopo il gol di Panico alla Samb (foto Ternana Calcio instagram)
Ternana in liquidazione: si è dimesso l’Amministratore Unico Forti, è naufragata l’ipotesi di una vendita fulminea di fronte alla montagna di denaro necessaria (20 milioni di debiti, 6 milioni chiesti dalla famiglia Rizzo, proprietaria del club, a quanto si apprende) e il sindaco Stefano Bandecchi, nonché ex presidente della Ternana, al termine dell’assemblea dei soci convocata alla ore 18 ha rilasciato delle dichiarazioni: «Abbiamo sentito la Federazione e sembra che la Ternana venga sospesa dal campionato, tutte le gare saranno annullate e si riscriverà la classifica».
Così effettivamente avvenne con il Rimini, lo scorso mese di novembre: liquidazione volontaria, decadenza di tutti i contratti in essere, esclusione dal campionato, cancellazione dei risultati delle partite fin lì disputate. Sarà così anche per gli umbri? L’articolo 16 comma 7 del Noif (Norme Organizzative Interne della Figc) lascerebbe spazio a pochi dubbi: II Presidente della F.I.G.C. delibera la revoca della affiliazione della società in caso di liquidazione della società stessa ai sensi del codice civile.
Ma addentrarsi nelle regole sportive è impresa ardua e c’è da attendere martedì per capirlo meglio, considerando che mercoledì la Ternana deve ottemperare al pagamento degli stipendi e dei contributi che, ci spingiamo a pronosticare, ammontano insieme a una cifra vicina ai 2 milioni (potremmo sbagliare, ma il monte ingaggi annuo, oltre 8 milioni, è il più alto del girone). C’è da immaginare che il liquidatore non ottempererà a questo impegno e lo stato di liquidazione volontaria è un rimedio per evitare che il mancato pagamento vada a incrementare il debito che graverà sul bilancio della Ternana e sulla famiglia Rizzo. Un modo per gli imprenditori romani di evitare (forse) il fallimento giudiziale, cercando di ridurre la massa debitoria attraverso degli accordi con i creditori.
Le possibilità di esclusione dunque sono consistenti? C’è il precedente, identico nella forma giuridica, dello scorso novembre, col Rimini. Lo stesso avverrà a Terni? Oltre alle parole di Bandecchi e il citato articolo 16 comma 7 del Noif c’è il Codice Civile a suggerirlo: l’articolo 2489 del Codice Civile ad esempio. Resta ovviamente la possibilità che la Ternana prosegua la sua attività: su decisione del liquidatore, per preservare il valore dei giocatori in rosa (va detto però che le possibilità che le Fere si iscrivino al prossimo campionato di Serie C sono pressoché nulle, dunque il patrimonio sia di prima squadra che di settore giovanile va considerato perso nel giro di un paio di mesi al massimo, prima delle possibili trattative di vendita e dunque non monetizzabile se non attraverso un futuro acquirente, si legga poi), oppure valutando possibili incassi dalla disputa dei play off e dall’ipotetica seppur remota promozione in Serie B (anche se le Fere sarebbero gravate da pesanti penalizzazioni considerato il mancato pagamento del 16 aprile e poi di giugno oltre quelli precedenti).
Esiste inoltre la possibilità che il liquidatore avvii trattative per la vendita della società: ipotesi remota considerando il monte debitorio, tuttavia possibile. Va valutato quanto tempo il liquidatore deciderà di attendere per questa evenienza: se qualche giorno, o settimane. O se invece riterrà che il suo compito è di chiudere l’avventura immediatamente. Perché il liquidatore ha l’obiettivo di liquidare il patrimonio e soddisfare i creditori, e se prosegue l’attività aziendale lo deve fare in quest’ottica: le sue azioni sono però giudicate ex ante, non ex post (ovvero se una operazione si rivela sbagliata a posteriori, il liquidatore può essere giustificato se il tentativo iniziale dava speranze di buona soluzione).
Le prossime ore saranno decisive ma cosa comporterà tutto questo per la Samb? Tanto, o nulla.
Perché con l’attuale classifica, la Samb è costretta a vincere le prossime due partite per evitare (forse) i play out contro il Bra.
Nel caso in cui la Ternana non prosegua il campionato, tutte le partite giocate saranno annullate e per i rossoblù la classifica dirà 29 punti, due in meno di ora, mentre il Bra ne perderà uno solo, e sarà a 30. Anche il Pontedera, matematicamente retrocesso attualmente, perderà un punto e andrebbe a 19. Dunque la Samb diventerebbe penultima con 10 punti di vantaggio: l’eventuale play out per stabilire l’ultima retrocessa si disputerebbe solo nel caso il distacco tra Samb e Pontedera sia inferiore a 9 punti. Dunque, nell’ipotesi che la Ternana venga cancellata (e in questo momento nessuno può saperlo, lo si saprà solo dopo le prime decisioni del liquidatore) la Samb dovrà mantenere, nelle due partite che restano, almeno 9 punti. Samb-Pontedera si gioca proprio sabato sera e con una vittoria (che al “Riviera” manca dal 28 settembre…) i rossoblù si salverebbero matematicamente, in caso contrario ci sarebbe da attendere la fine del campionato.
Semmai la società rossoblù dovrà chiedere massime garanzie sulla correttezza del campionato restante: sabato c’è anche Bra-Ternana, umbri liquidazione e bisognerà valutare non tanto lo stato mentale dei calciatori -che sempre professionisti sono – ma che scenda in campo la miglior formazione ospite (ad esempio su come sarà organizzata a livello logistico la trasferta…).
Ipotesi, le nostre, elucubrazioni, forse non perfette considerando le tante variabili esistenti, che troveranno risposta in un modo o nell’altro dopo i primi passi del liquidatore. Quel che è certo è che si tratta di un altro colpo forte alla credibilità del calcio italiano e della Serie C in particolare: eppure con i parametri imposti dalla Lega anche di Serie C certe cose non dovrebbero accadere. Cosa c’è di sbagliato, cari signori del calcio? Sono le società a non mostrare i propri parametri finanziari o qualcuno non è bravo a valutarli in sede di iscrizione?
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati