
La cerimonia a Colle San Marco
di Walter Luzi
25 aprile, emozione e passione civile. Sono quelle che traspaiono dalle voci incrinate di due donne. Rita Forlini, presidente provinciale, e Tamara Ferretti, segretaria nazionale, dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia), durante i loro interventi nel corso delle tradizionali celebrazioni per l’Anniversario della Liberazione a Colle San Marco.
Un rito annuale consunto, che ha stufato, secondo la maggioranza rumorosa e predatrice che sale, incolonnata in auto per chilometri, verso il pianoro congestionato dal traffico, violentato dai decibel, dalla calca invivibile e dai fumi dei barbecue.
A poche centinaia di metri, invece, nel silenzio, sotto gli alberi, si ricorda, e si riflette. Si ricordano, ancora, e sempre, i trentasette martiri della Resistenza caduti su questo colle, e i duecentosettantotto nella provincia intera. Sono stati il loro sangue e le loro vite spezzate a fare appuntare sui rispettivi gonfaloni quelle due medaglie d’oro al valore militare per attività partigiana. È, e dovrebbe essere solo questa, la prima eccellenza vera, il tratto distintivo, l’orgoglio più autentico di questa città, di questa terra e della sua gente, che ancora non riescono a trovare esplicitazione nemmeno sulla segnaletica stradale.
Una connotazione di cui poter andare fieri, tutti, senza il bisogno di avventurarsi in velleitarie ed improbabili supremazie da affannarsi a voler dimostrare in altri campi. Si ricordano, con affetto e commozione, Luciano Carosi, ultimo partigiano in vita fino a pochi giorni fa, e William Scalabroni, a cento anni dalla nascita. Applausi. Ma il passato ritorna, la storia si ripete. Sempre.
La nostra Costituzione “…faro della nostra vita democratica…” come la ben descrive Rita Forlini, è sotto attacco come non mai. “Il 25 aprile non è una ricorrenza, ora e sempre Resistenza” cantano i più giovani dietro un grande striscione rosso con su scritto “Partigiani della pace”. Ai piedi della grande stele metallica commemorativa del sacrario partigiano di Colle San Marco, che si staglia solenne contro il cielo azzurro, prendono la parola i rappresentanti delle Istituzioni.
Il vice prefetto vicario Gianluca Braga, il presidente della provincia Fabio Salvi, l’assessore Donatella Ferretti in rappresentanza del Comune di Ascoli. Ma quelli che sono venuti si riconoscono di più nelle parole di Tamara Ferretti, esponente dell’Anpi, cresciuta respirando antifascismo, con il padre, Mario, ex comandante partigiano, e la mamma prima donna eletta nel primo consiglio regionale marchigiano.
I valori più nobili, della Libertà, della Giustizia, dell’Uguaglianza e della Pace sono ormai ignobilmente calpestati a livello planetario.

L’intervento di Tamara Ferretti
«Erano quelli che avevano ispirato – dice Tamara Ferretti nel suo breve intervento – da ben prima dell’avvento del Fascismo, i grandi movimenti popolari, socialisti e comunisti… la Resistenza fu presa di coraggio di un popolo che aveva patito l’oppressione e le paure di quel regime, le miserie e le distruzioni che ogni guerra porta con sé, …rovesciò quella dittatura che, come ebbe a dire Primo Levi, aveva rappresentato la consacrazione di privilegi e disuguaglianze».
Ma il passato, purtroppo, ritorna sempre, lo dicevamo.
Leggi spesso vergognose salva casta, liberticide perchè repressive del dissenso, della protesta di piazza, o tese a imbavagliare la libera informazione, quando non addirittura minatorie dell’indipendenza dei vari poteri dello Stato, sono diventate di ordinaria amministrazione. A livello internazionale la stabilità viene compromessa con la violazione sistematica e brutale di ogni elementare diritto.
Il benessere, l’autodeterminazione e persino la sopravvivenza, di milioni di persone sono negati con ferocia disumana. La forza, gli interessi economici e politici, i giochi opachi di potere, giustificano tranquillamente aggressioni, bombardamenti, stragi di innocenti e genocidi. Una «globalizzazione dell’indifferenza», come la denuncia Papa Leone, da combattere.
«Si arriva a voler manomettere e manipolare anche la Storia – continua la Ferretti – con tentativi di parificazioni e revisionismi improponibili… la Resistenza ha significato anche tanta umanità e solidarietà, che vanno recuperate. Il coraggio di uomini e donne, giovani e anziani, militari e civili, intellettuali e analfabeti, che ha ispirato i valori fondanti della nostra Costituzione, che dato nuovi diritti a tutti e a tutte. Una scuola che abbiamo il dovere di onorare». Con la partecipazione, principalmente. Un indicatore, questo, fondamentale dello stato di salute di una democrazia, a ottant’anni da quel referendum, che scelse la Repubblica con i componenti dell’Assemblea Costituente, e che fece registrare quasi il 90% di affluenza alle urne, grazie anche alle donne, chiamate quel giorno, per la prima volta in Italia, al voto.
Una elezione popolare che inaugurò la stagione di rinascita e di riscatto, sul viatico di uno sviluppo economico e sociale per tutto il Paese.
Una mostra itinerante, dal 2 al 10 maggio prossimi, allestita al cinema Filarmonici dall’Anpi, nell’ambito della festa della scuola, organizzata dal Comune di Ascoli, ricorderà tutte le ventuno donne madri della nostra Costituzione.
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