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L’Istituto Fermi-Sacconi-Ceci
risponde all’emergenza con la tecnologia

EMERGENZA CORONAVIRUS - La scuola ascolana si è attrezzata con la progettazione di dispositivi utili a superare più velocemente l'emergenza in atto. La preside Palanca: «Con "Classe Virtuale" le lezioni continuan con la didattica a distanza, come se si fosse in aula». Salta anche "Cento gorni all'esame"

L’ingresso dell’IIS Fermi-Sacconi-Ceci (Foto Vagnoni)

All’Istituto d’Istruzione Superiore “Fermi-Sacconi-Ceci” la risposta al Coronavirus è la tecnologia. E proprio attraverso la tecnologia, la progettazione di dispositivi che siano utili a superare più velocemente l’emergenza.

«Con il registro elettronico – spiega la preside Patrizia Palanca – i ragazzi trovano, registrate, le lezioni e possono pubblicare i loro elaborati. A questo, appena la piattaformaSpiaggiari me la attiverà, si aggiungerà “Classe Virtuale”, uno strumento attraverso il quale le lezioni continuano con una didattica a distanza ma come se fosse in classe: viene ripristinato l’orario delle lezioni, si fa l’appello e si procede come se fosse una lezione in presenza. Noi dirigenti inoltre – continua – abbiamo anche la resposabilità di controllare il lavoro degli insegnanti, che sono a casa ma devono dedicare lo stesso tempo che dedicavano prima per le attività scolastiche come se fossero in classe ed entrambe le piattaforme permettono questo, perché registrano le lezioni fatte, le chat con gli alunni eccetera».

Grande attenzione riservata ai ragazzi frequentanti gli ultimi anni, visto che saranno alle prese con gli esami di maturità, e le seconde classi, coinvolte nelle prove Invalsi. «Per quanto riguarda la seconda e la quinta – fa sapere Patrizia Palanca – abbiamo predisposto con i coordinatori un collegamento alla piattaforma Invalsi per far fare agli alunni la simulazione della prova Invalsi per l’esame di stato. L’Invalsi, infatti, ha tempi fissi e in questi giorni si sarebbero tenute le prove di italiano, matematica ed inglese. Naturalmente sono stase sospese, però gli alunni seguitano ad esercitarsi da casa con i propri insegnanti. È anche una preparazione agli esami di stato. Poi le classi quinte stanno facendo le simulazioni delle prove in modo da non perdere tempo per la preparazione».

Importante per il Fermi-Ceci-Sacconi, oltre alla continuità didattica, la prosecuzione della progettazione innovativa che caratterizza l’istituto. «La piattaforma del registro elettronico – spiega – ci permette di far lavorare contemporaneamente più alunni di classi e indirizzi diversi con docenti diversi. Faccio un esempio: stanno cercando di fare un progetto per andare incontro a questa emergenza e quindi escogitare ausili tecnici e tecnologici che possano accellerare le fasi del controllo del contagio. Per fare questo, abbiamo avuto bisogno di coinvolgere la meccatronica, la meccanica, l’informatica: i ragazzi che lavoreranno in gruppo – pur a distanza coordinati dai docenti.

La preside Patrizia Palanca (Foto Vagnoni)

In questo periodo è stato importante riattivare la progettualità di questa scuola, anzi forse è un momento ideale perché i ragazzi possono dedicarci più tempo e sentirsi coinvolti in modo positivo»

Didattica, preparazione agli esami, potenziamento, recuperi: la scuola è attiva da tempo su questo fronte. Diverso il discorso della valutazione. «Ho fatto circolari e disposizioni perché venissero valutati gli elaborati dei ragazzi, anche se la valutazione in presenza è un po’ diversa da quella a distanza. Questo ostacolo lo ovvieremo con l’attivazione della classe virtuale, dove i ragazzi faranno parte di una classe a tutti gli effetti, verrano interrogati in video… Un po’ come stata fatto vedere tempo fa per gli esami universitari, dove le candidate erano interrogate e gli esami si facevano a distanza. Tutto ciò ci dà garanzie per la continuità della didattica scolastica. Mi sento di tranquillizzare i genitori da un punto di vista di preparazione. Inoltre, in questa fase emergenziale da mettere al centro è innanzitutto la tutela della salute delle persone; il tempo del recupero e per intensificare ci sono. Io, che sono addestrata a lottare contro i nemici invisibili; questa volta a diffrenza del sisma sento di poter contare sui progressi della scienza e della medicina, che sono qui ad aiutarci. Per carità, la didattica è fondamentale, però in questa fase di allerta è importante rispettare le indicazioni che ci danno. Nei giorni di apertura della scuola la mia più grande preoccupazione è stata quella del controllo del contagio anche solo della comune influenza. Purtroppo spesso venivano ragazzi con la febbre, tosse, rafreddore… noi non siamo medici, quindi spesso ho fatto procedure blindate per allontanare dalla classe i ragazzi e fargli fare altre attività in attesa che arrivassero i genitori, con le mascherine, i gel disinfettanti, educando i ragazzi alle misure igieniche diffuse dal ministero. È stata fatta,  in tutte le scuole sicuramente, questa procedura di prevenzione e controllo del contagio.

Studenti ascolani e “Cento giorni all’esame”

Anche in riferimento ai “Cento giorni all’esame” (ieri 9 marzo, ndr) ai ragazzi durante i giorni di apertura ho raccomandato di evitare assembramenti e di non riunirsi perché ci sarà il tempo di poterli fare e di pensare ciascuno al rispetto della coscienza civica e dell’altro: potrei, non volendo, contagiare qualcuno. Quindi, dobbiamo osservare le raccomandazioni, stare a distanza di un metro, non abbracciarci, non darci la mano, rispettare l’altro. Nel rispetto dell’altro, senza paura, si evidenzia il grande umanesimo: non devo vedere nell’altro un nemico ma qualcuno da tutelare e da proteggere, perché lo posso fare e lo devo fare per avere la coscienza a posto».

 

 

 



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