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Ascoli, stop agli allenamenti
Coronavirus: l’incoraggiamento
di Gaetano “Gimmi” Fontana

EMERGENZA CORONAVIRUS - Il club bianconero sospende per precauzione fino a sabato le sedute al "Picchio Village". Intanto, in ore difficili per tutti, l'ex capitano dei "diabolici" lancia un messaggio

In attesa dell’ufficializzazione del nuovo cambio di panchina (Abascal per Stellone, ormai è fatta), l’Ascoli Calcio ha sospeso gli allenamenti al “Picchio Village” fino a sabato 14 marzo. In queste delicate ore, che tutti vivono nell’emergenza del Coronavirus, scende in campo l’ex capitano dei “Diabolici” Gaetano “Gimmi” Fontana, oggi allenatore (a Fano in C l’esperienza più recente), che in passato ha vestito la maglia del Picchio in Serie A, B e C, il quale ha postato su Facebook un messaggio molto toccante.

Gaetano Fontana

Nelle sue parole, raccomandazioni e soprattutto incoraggiamento. Eccolo: “Il calcio è la mia vita. È stato e sarà il mio maestro di vita. Mi ha insegnato il rispetto delle regole, l’essere leale e onesto con me stesso e con gli altri. Mi ha insegnato la condivisione, la responsabilità…  A volte ho vinto, a volte ho perso. Le vittorie come le sconfitte mi hanno reso l’uomo che sono, con i miei pregi e con i miei difetti… ma di grandi valori morali. Oggi finalmente la grande notizia, quella che aspettavo da tempo.  Dopo una lunga carriera, estenuante, faticosa ed anche gioiosa, il CT della Nazionale ha diramato finalmente le convocazioni per la prossima gara, la più importante della storia dell’umanità. La notizia è che sono stato convocato (era ora). Ma la notizia nella notizia è che anche voi, tutti voi, siete stati convocati insieme a me per giocare questa importante partita, quella decisiva, quella dov’è consentito un solo risultato: vincere. Per una volta, vincendo questa gara, non verremmo in… CORONA… ti. Ma abbiamo un’opportunità, quella che ogni bambino sogna, ossia, indossare la maglia azzurra e combattere per la nostra nazionale, per il nostro paese, per la nostra Italia. La partita si giocherà in casa. È un modo, se vogliamo, anche semplice di combattere… tra le nostre mura.  Non ci resta che combattere tutti insieme, rimanendo a casa, per qualche giorno. Poi sarà vittoria e sarà la nostra vittoria, per salvare il nostro paese, per salvare la nostra salute, per costruire un futuro migliore per noi e per i nostri figli…”.

Bru.Fer.



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