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L’emergenza sanitaria
non ferma il lavoro della Ciip
Il presidente Alati:
«Presto una nuova falda
con 100 litri d’acqua in più al secondo»

PICENO - E' in corso la trivellazione di due nuovi pozzi a Capodacqua, 200 metri sopra la sorgente principale. L'emergenza sanitaria potrebbe produrre un mancato incasso pari a 3,5 milioni di euro. Il vertice della Cicli integrati: «Sono però certo che non ritoccheremo le bollette. Grazie a tutti i dipendenti che tra mille disagi continuano a garantire tutti i servizi agli utenti»
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Il presidente della Ciip spa Giacinto Alati

di Maria Nerina Galiè

Lo spettro della crisi idrica si sta pian piano allontanando dal Piceno. Seppure l’Italia è ferma, vertici, impiegati e operai e ditte appaltatrici della Ciip spa di Ascoli, presieduta da Giacinto Alati, stanno continuando a lavorare alacremente per portare acqua al territorio. E nel vero senso della parola. Nell’incessante ricerca di trovare nuove falde acquifere per sopperire alla carenza del post sisma, da parte degli ingegneri della Cicli integrati insieme con  l’Università Politecnica delle Marche (il rup è Carlo Ianni), ne è stata individuata una nuova a Capodacqua, 200 metri sopra la sorgente principale. In un primo momento si pensava che l’acqua fosse la stessa che alimenta la sorgente di Capodacqua. Ma non è così. E’ una nuova, per la quale adesso si stanno scavando due pozzi che permettono di captare 50 litri d’acqua al secondo, quindi 100 su entrambe. Una bella boccata d’ossigeno e dovrebbe essere operativa, cioè ricondotta all’acquedotto del Pescara, a fine luglio. Le trivelle sono in funzione.

Vanno invece a rilento, a causa del lockdown per il Coronavirus, altri cantieri previsti nel piano degli investimenti per un importo di 19 milioni di euro. Si tratta principalmente di nuove linee e depuratori, il collettore di viale dello Sport a San Benedetto per citarne uno. Le ditte incaricate potrebbero lavorare perchè legate ad un’attività produttiva, la Ciip appunto, che produce un bene di prima necessità. La difficoltà però sta nel reperire i materiali. Non si trovano tubi, cemento e altri inerti di vario genere.

Piuttosto che crisi idrica dunque, è quella economica provocata all’emergenza sanitaria a preoccupare il presidente Alati e che potrebbe registrare un mancato incasso alla Ciip pari a 3,5 milioni di euro quest’anno. C’è stata un’impennata di consumi domestici nell’ultimo mese per il fatto che le persone sono più a casa, nello stesso tempo però i pubblici esercizi sono chiusi. Quindi, fino ad ora, la fatturazione non ha registrato grosse differenze rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti. Invece la stagione estiva è fortemente compromessa. Non si sa che estate sarà. Quindi non ci saranno quest’anno, nelle località balneari, 300.000 persone in più in tre mesi e mezzo e le strutture ricettive, alberghi, ristoranti, chalet, non si sa che fine faranno. E’ un problema che Alati si sta già ponendo, cercando di capire come compensare la perdita. «L’unica certezza che ho – afferma – è che non saranno ritoccate le bollette». Ad essere rivisto potrebbe essere il piano degli investimenti.

Gli effetti delle restrizioni per il contenimento dei contagi si sentono anche nel palazzo di viale della Repubblica di Ascoli, dove però, nonostante tutto, i servizi ai cittadini continuano ad essere erogati.  La direzione ha applicato misure volte a favorire il distanziamento sociale. Le stanze degli amministrativi si sono quasi svuotate tra ferie obbligatorie, cassa integrazione e scaglionamenti. E’ quel quasi che fa la differenza, in pochi alla volta, il lavoro è garantito. La sanificazione degli ambienti viene ripetuta costantemente.

Sono sul posto di lavoro i 13 operatori che rispondono al numero verde, che sono l’orecchio aperto sulla città. «Noi continuiamo a fatturare – dicono dalla Ciip – e, non si sa perchè, ad ogni arrivo di bolletta le persone ci telefonano. Ma noi ci siamo».

Anche le squadre di operati devono continuare a lavorare, per riparazioni condotte e nuovi allacci. I 40 addetti si alternano, 20 alla volta utilizzando la cassa integrazione e l’orario di arrivo è scaglionato, 4 ogni mezz’ora circa, per non assembrarsi, a partire dalle 7,30 di mattina. Alati: «In questo periodo in cui si parla di eroi, i nostri operai, impiegati tecnici e dirigenti, seppure tra mille disagi, portano avanti un compito prezioso per i cittadini. Stanno anteponendo a sè stessi, e con grande senso di reponsabilità, l’azienda e tutti gli utenti perchè, lo voglio ricordare, il nostro è un servizio pubblico. E per questo voglio ringraziarli tutti».

 



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