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Lotta al Covid nell’Area Vasta 5
Marinucci, primario di Radiologia:
«La Tac del torace individua
la patologia nel 98% dei casi» (Il video)

EMERGENZA CORONAVIRUS - Carlo Marinucci spiega anche come sono stati rimodulati i reparti che dirige sia ad Ascoli che a San Benedetto per la gestione dei pazienti Covid e tutti altri. Il ruolo della diagnostica per immagini anche in presenza di un tampone negativo. Lavori in corso al "Mazzoni" per il nuovo tomografo
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Il primario di Radiologia di Area Vasta 5 Carlo Marinucci

 

Covid-19, un virus fatale, che sta mietendo vittime in tutto il mondo, in Italia, nelle Marche e anche nel nostro territorio provinciale. Si dice molto del dramma vissuto dai contagiati e dai loro familiari. Una via crucis, per i casi più gravi, che spesso apre le porte della Rianimazione e in alcuni casi, purtroppo, conduce inesorabilmente anche al peggior epilogo, una fine segnata, come se non bastasse, da una morte in solitudine, senza l’ultimo abbraccio, l’ultima carezza di un figlio, di un coniuge, di un genitore. Un dramma nel dramma. E non è nemmeno così facile scovarlo. Oltre al tampone, che ha dimostrato i suoi limiti non solo relativi all’approvvigionamento dei reagenti, c’è però la diagnostica per immagini, su cui punta molto l’Area Vasta 5.

Il dottor Carlo Marinucci

Con un grande lavoro organizzativo e materiale ha destinato l’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto i pazienti Covid e il “Mazzoni” di Ascoli per tutti gli altri. Anche le Radiologie sono state interessate dai cambiamenti in ragione di un duplice scopo, quello di non inquinare i percorsi e, nello stesso tempo, fare in modo che in nessuno dei due ospedali venisse meno la condizione di prestare ai pazienti le cure necessarie. In che modo questo è stato possibile, lo possiamo sentire direttamente dalle parole del dottor Carlo Marinucci, direttore della Radiologia di tutta l’Area Vasta 5, che ha realizzato un video in esclusiva per Cronache Picene.

«A San Benedetto la Radiologia, dislocata su due piani, può effettuare esami per il cosiddetto percorso “sporco” direttamente al Pronto Soccorso – spiega il direttore – mentre ad Ascoli arrivano pazienti con altre patologie. Può però accadere di trovarsi di fronte ad una patologia respiratoria che induca il sospetto di Covid A quel punto si devono effettuare le indagini direttamente al Pronto Soccorso, in una stanza isolata chiamata “stanza Sars” con un apparecchio portatile. Se c’è bisogno di una Tac in attesa di tampone o anche con tampone negativo in caso di sospetto, questa viene effettuata a fine turno con un percorso “pulito” e gli ambienti subito sanificati». Tale procedura avrà presto un percorso dedicato.

Lavori al Pronto Soccorso del “Mazzoni” di Ascoli per realizzare la stanza, con accesso separato, per la nuova Tac

Per l’ospedale “Mazzoni” infatti è stato acquistato un tomografo, pronto per essere istallato, nell’apposita ala esterna al Pronto Soccorso, interessata al momento da lavori in in corso e che si prevede saranno ultimati entro il mese di aprile. 

«Nelle patologie da Coronavirus – spiega ancora il dottor Marinucci – la Rx ma sopratutto la Tac del torace sono importanti in quanto permettono di  individuare dei reperti molto suggestivi per patologia interstiziale, cioè con interessamento dell’interstizio polmonare, dandoci un importante ausilio nella diagnostica, anche in pazienti con tamponi negativi. La Tac del torace è molto sensibile ed evidenzia quasi sempre, nel 98% dei casi, la patologia. E’  meno specifica, lo è al 50% in quanto la patologia interstiziale può essere dovuta ad altri tipi di malattie».

Al “Mazzoni”  c’è anche la Radiologia interventistica che è stata lasciata a disposizione dei pazienti Covid che dovessero essere colpiti da un infarto del miocardio acuto. L’Emodinamica infatti resta una specialità del reparto di Cardiologia dell’ospedale ascolano e deve poter intervenire anche su pazienti Covid.

Nell’occasione, il direttore di Radiologia tiene a ringraziare il personale delle due Radiologie. «Quella di San Benedetto che opera in prima linea – conclude – e quella di Ascoli che comunque si deve confrontare con i sospetti, in un momento difficile per tutta la Sanità».

m.n.g.

 



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