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35 casi nel Piceno:
i sindaci si mobilitano in attesa
di un provvedimento del Governo

EMERGENZA CORONAVIRUS - Dall’ordinanza di Sergio Loggi (Monteprandone) agli appelli di Piunti (San Benedetto) e Fioravanti (Ascoli), i primi cittadini della provincia si cautelano per far fronte alla nuova ondata. Intanto si è mossa pure la Regione in attesa di un decreto legge che dia il via ai tamponi rapidi alle frontiere
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di Federico Ameli

14 casi accertati a San Benedetto, 8 a Monteprandone e 4 ad Ascoli, ma anche 3 contagi registrati ad Acquaviva, 2 a Spinetoli e uno a testa per i Comuni di Castel di Lama, Colli del Tronto, Grottammare e Folignano.

È questo il quadro a dir poco drammatico che emerge dall’esito dei tamponi effettuati negli ultimi giorni dal laboratorio dell’Area Vasta 5 nel nostro territorio, sul quale, dopo qualche settimana di tregua, è tornato minacciosamente a incombere lo spettro del Coronavirus (leggi l’articolo).

Tra vacanze all’estero probabilmente non all’insegna del distanziamento sociale, feste in spiaggia, turisti stranieri, potenziali focolai ancora al vaglio delle autorità sanitarie e anche qualche immancabile polemica (leggi l’articolo), i primi cittadini della Provincia hanno iniziato a correre ai ripari nel tentativo di stroncare sul nascere una potenziale seconda ondata di contagi.

Il sindaco di Monteprandone, Sergio Loggi

A fronte dei numerosi casi confermati nel proprio territorio di competenza, è stato Sergio Loggi, sindaco di Monteprandone, a dare ufficialmente il via al valzer delle ordinanze con la firma su un documento che, a partire da oggi, oltre a ricordare le principali norme di contenimento del virus, impone a tutti coloro che abbiano soggiornato all’estero negli ultimi quattordici giorni, anche se asintomatici, a darne notizia alla polizia locale (leggi l’articolo).

Situazione piuttosto complicata anche nella vicina San Benedetto, da sempre meta di riferimento per la cosiddetta “movida”, che con i suoi 15 contagi già documentati e isolati rappresenta, dati alla mano, il centro più a rischio del nostro territorio. Tuttavia, il sindaco Pasqualino Piunti predica calma, garantendo di tenere alta la guardia in un momento difficile, sia per la diffusione del Coronavirus, sia per l’ormai imminente. «Il Comune di San Benedetto – dichiara – ha ricevuto il maggior numero di riconoscimenti per i comportamenti ligi e corretti dimostrati nella prima fase dell’emergenza sanitaria. La situazione è sotto controllo, ma non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia».

Di fronte alla possibilità di seguire l’esempio di Sergio Loggi e di altri colleghi del Piceno, il Sindaco sambenedettese sembra preferire un’altra via. «Questa mattina ho scritto al presidente Ceriscioli facendo richiesta di un’ordinanza regionale. Qualora il provvedimento tardasse ad arrivare, in qualità di presidente del Comitato dei sindaci dell’Ambito Territoriale Sociale 21, provvederò io stesso a emanare un’ordinanza e a suggerire ai miei colleghi di fare altrettanto».

Il sindaco di San Benedetto, Pasqualino Piunti

In tema di ordinanze, però, potrebbero esserci novità a stretto giro di posta in arrivo da Roma, con il ministro della Salute, Roberto Speranza, che nelle ultime ore starebbe pensando di prendere in mano la situazione in prima persona, scoraggiando dunque azioni isolate dei singoli enti territoriali. «A testimonianza del fatto che la direzione che avevo intenzione di intraprendere fosse quella corretta» precisa Piunti.

In attesa di quello che potrebbe assumere i tratti di un nuovo decreto legge anche in vista di Ferragosto, potenziale e temutissima occasione di diffusione del virus, il Sindaco di San Benedetto coglie l’occasione per rassicurare la cittadinanza sulla rigidità dei controlli previsti nei prossimi giorni in Riviera, rivelando che i cinque nuovi casi registrati in città sono legati all’azienda Avicoop di Controguerra, una situazione già da qualche giorno sul tavolo del Sisp. Discorso diverso, invece, per le mete di culto della movida sambenedettese, il cui ruolo nell’aumento dei contagi resta ancora da definire. «Per quanto riguarda il discorso discoteche, mi dicono che la situazione sia costantemente monitorata. Quest’oggi ho rivolto un ulteriore appello ai gestori di stabilimenti balneari e locali notturni, invitandoli ancora una volta a rispettare le regole. Qualora così non fosse, non tarderanno ad arrivare pesanti sanzioni, e non solo dal punto di vista pecuniario».

Così come Piunti, anche il suo dirimpettaio ascolano, Marco Fioravanti, per il momento ha preferito non percorrere la via dell’ordinanza, limitandosi a un accorato appello alla popolazione, diffuso quasi in contemporanea alla richiesta di Francesco Ameli, capogruppo del Pd in consiglio comunale, di seguire l’esempio dei colleghi della Vallata con l’emanazione di un documento ufficiale che imponesse agli eventuali villeggianti o cittadini di ritorno dall’estero di avvisare tempestivamente la polizia locale. Messaggio, in buona sostanza, condiviso dal Sindaco di Ascoli, che prima di passare alla carta bollata preferisce però affidarsi al buon senso dei suoi concittadini.

Il sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti (Foto Vagnoni)

«Voglio confermare – dice Fioravanti – come tutti i positivi siano attualmente in isolamento domiciliare, così come tutti i loro conviventi ed i loro contatti diretti. Colgo l’occasione per ricordare come in questa estate di grandi sacrifici per tutti noi, l’Amministrazione Comunale ha deciso di rinunciare a tutti quegli appuntamenti per i quali non sarebbe stato possibile garantire il rispetto delle normative e dei protocolli in materia anti-Covid. Gli unici appuntamenti programmati sono stati svolti con ingressi contingentati e a numero chiuso, con prenotazione obbligatoria, misurazione della temperatura prima dell’ingresso del pubblico, obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione e mantenimento delle distanze.

La stessa Notte dei Desideri è andata in scena con pochi spettacoli a numero chiuso, grazie a uno straordinario dispositivo di sicurezza garantito da tutte le forze dell’ordine che ne ha permesso il regolare svolgimento nel rispetto di tutti i protocolli e che ci ha reso una delle città più sicure in Italia. Dobbiamo comunque continuare a mantenere alta la soglia di attenzione, lavorando sul contenimento dei contagi per garantire il fondamentale diritto alla salute di tutti i nostri cittadini.

Per questo motivo, tutti coloro che da qui in avanti rientreranno nel nostro territorio dall’estero – e tutti coloro che vi sono già rientrati negli ultimi 15 giorni – devono comunicarlo tempestivamente all’ASUR, a prescindere dalla presenza di sintomi, per provvedere a effettuare il tampone attraverso il servizio sanitario o i laboratori privati.

Ribadisco inoltre l’invito a tutta la cittadinanza a mantenere un comportamento corretto e responsabile, rispettando le distanze di sicurezza dagli altri ed evitando qualsiasi forma di assembramento. Ricordo infine a tutti l’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico e in tutte le altre occasioni in cui non sia possibile garantire il mantenimento della distanza di sicurezza».

Matteo Terrani, sindaco di Folignano

Matteo Terrani, sindaco di Folignano, opta invece per la pubblicazione di un documento ufficiale sulla falsa riga di quello redatto dal Comune di Monteprandone appena 24 ore prima. Buone notizie arrivano, nel frattempo, dal ragazzo di Folignano risultato positivo al Covid-19: stando alle parole del sindaco, il giovane versa in buone condizioni.

«Comprendo il desiderio di divertimento, ognuno di noi ne ha voglia ma dobbiamo farlo in sicurezza perché l’emergenza non è ancora finita» scrive il primo cittadino sulla sua pagina Facebook. «Stamattina, dopo i fatti della costa, su consiglio dell’Asur, ho firmato un’ordinanza che impone a tutti coloro che nei 14 giorni antecedenti all’ingresso nel territorio comunale abbiano soggiornato in qualunque stato estero di darne comunicazione alla polizia locale, a prescindere dalla presenza di sintomi».

Il primo cittadino di Castel di Lama, Mauro Bochicchio (Foto Vagnoni)

Stesso provvedimento adottato, nel giro di qualche ora dai comuni di Acquasanta Terme, Arquata del Tronto e Rotella, mentre Mauro Bochicchio, sindaco di Castel di Lama, dove nelle ultime ore è stato registrato un caso asintomatico, raccomanda a tutti «di non abbassare la guardia, di rispettare il corretto distanziamento e di indossare le mascherine nei luoghi chiusi».

Indicazioni che ormai tutti noi conosciamo a memoria ma che, evidentemente, per qualcuno non corrispondono ancora alla prassi quotidiana. Data la situazione, non resta che sperare che ci sia ancora tempo per rimediare.

Fabio Polini, sindaco di Castignano

Anche a Castignano il sindaco Fabio Polini non perde tempo e mette nero su bianco le nuove disposizioni dell’amministrazione comunale in materia di contenimento del contagio da Coronavirus, attraverso un’ordinanza sindacale. «Ogni persona – afferma il primo cittadino – che da questo momento in poi, rientrerà da uno Stato estero, dovrà autodenunciarsi con l’apposito modulo messo a disposizione sul sito dell’ente castignanese, per poi essere trasmesso al servizio sanitario dell’Area Vasta 5. Non possiamo abbassare la guardia – aggiunge – mettendo a rischio la salute pubblica, ed è per questo che bisogna continuare ad utilizzare la mascherina negli ambienti chiusi, e laddove non vi è la possibilità di mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro. Un’ordinanza doverosa – conclude categorico – visto il picco di contagi registrati nelle ultime ore sul territorio piceno, e mi appello al senso di responsabilità delle giovani generazioni che vogliono divertirsi, ma allo stesso tempo tornano a casa dai propri genitori e nonni».

Luca Ceriscioli

REGIONE, TAMPONE OBBLIGATORIO – Tampone obbligatorio per chi rientra da Spagna, Grecia, Croazia e Malta anche nelle Marche. Questa mattina, così come si stava già facendo in Emilia Romagna e in Campania, il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, aveva dato disposizione di predisporre un’ordinanza per i turisti marchigiani in rientro dalle vacanze. L’iniziativa si è però fermata, in seguito alla notizia che il Governo, in accordo con la Conferenza delle Regioni, sta preparando un’ordinanza nazionale in grado di dare un quadro unitario di regole e criteri in tutta Italia. Il provvedimento prevede che chi rientra da Spagna, Grecia, Croazia e Malta dovra sottoporsi al tampone negl aeroporti, porti, luoghi di confine o, entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale, presso l’Asur di riferimento.

(ha collaborato Simone Corradetti)



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