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Covid, altri 12 nuovi casi nel Piceno
e una classe in quarantena

EMERGENZA - Si tratta della scuola media di Spinetoli. Claudio Angelini, direttore del Sisp, spiega cosa accade quando uno studente viene trovato positivo, ricorda le regole da seguire per arginare la diffusione del contagio e denuncia la mancanza di controlli adeguati alle fermate dei bus e davanti agli istituti prima dell'ingresso
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Il dottor Claudio Angelini

di Maria Nerina Galiè

«Il Coronavirus è debole con i forti e forte con i deboli».

Così lo definisce Claudio Angelini, direttore del servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Area Vasta 5, nel momento in cui nel Piceno si contano oggi, 22 settembre, altri 12 nuovi casi – è il dato emerso ieri notte e che porta ad un totale di 215 – e sorvegliate speciali sono le scuole ad un settimana dalla prima campanella.

Riapriranno domani, salvo nuove sorprese, le scuole a Folignano, Roccafluvione (dove l’inizio delle lezioni erano state proprio rinviate dal sindaco Francesco Leoni).

A Castel di Lama, nel plesso di via Adige, il sindaco Mauro Bochicchio conferma la chiusura per oggi e darà altre comunicazioni dopo l’esito dei tamponi.

Rimangono a casa invece tutti gli studenti di una classe di Spinetoli.

A dirlo è il sindaco Alessandro Luciani: «Purtroppo un alunno della nostra scuola media è risultato positivo.

Era già assente in via precauzionale da venerdì scorso.

Le aule sono già state sanificate (al termine delle pulizie, vengono sanificate tutti i giorni con gli atomizzatori).

L’Asur sta già contattando docenti e compagni di classe dell’alunno contagiato. Per gli interessati, le lezioni sono sospese fino al termine dei controlli mentre le attività scolastiche proseguono per tutti gli altri alunni, docenti e personale scolastico».

A Spinetoli, nei giorni scorsi, era risultato positivo anche il parroco don Giorgio del Vecchio.

A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico il virus ha creato scompiglio già in altre scuole del Piceno, partendo dall’Iis “Ceci-Fermi-Sacconi”, per continuare con il Liceo delle scienze umane “Trebbiani”, l’Agraria e la scuola media “Luciani” di Ascoli.

Ad Acquaviva,  lezioni sospese il 19 settembre.

Comunque la si metta, la scuola si sta rivelando il«banco di prova per capire come andrà l’epidemia», per dirla con le parole di Angelini, nel mese di agosto (leggi qui).

Perchè però, si chiedono in molti, se si riscontra un positivo in una classe non sempre la stessa viene messa tutta in quarantena?

«Ci sono protocolli precisi nelle scuole – risponde il dottor Angelini – che arginano il rischio di contagio anche all’interno di una stessa classe.

Non sono quindi a rischio tutti quanti, ma solo le persone che in base all’indagine che conduciamo sono stati a stretto contatto con l’alunno. Queste vengono sottoposte a tampone e messe in quarantena anche se l’esito è negativo.

Per precauzione però sottoponiamo a test molecolare tutti gli altri compagni e gli insegnanti.

Se sono negativi per noi possono tornare a scuola.

Diverso il discorso se in una classe si manifesta più di un positivo o se i contatti stretti sono più difficili o immediati da individuare».

«Il protocollo anti contagio parte da casa – ricorda Angelini – dove i genitori sono tenuti a misurare ai figli la temperatura e tenerli a casa fino se si riscontrano febbre e sintomi riconducibili al Covid. Saranno il medico di famiglia o il pediatra a dire cosa fare.

Poi per alcuni inizia il viaggio in bus o pulmino. Lì i posti devono essere occupati per l’80% della capacità, tutti devono indossare la mascherina e non ammassarsi. Certo, i più piccoli devono essere controllati.

Una volta arrivati a scuola, c’è tutto il percorso da rispettare, iniziano dagli ingressi scaglionati o diversificati».

C’è però un “vuoto” tra quello che fanno i ragazzi alla fermata dei bus o fuori dalla scuola.

«E’ un problema che avevo sollevato fin dall’inizio. Dove non basta il buon senso delle persone, occorrono controlli anche delle forze dell’ordine».

Il direttore del Sisp ribadisce quindi il rispetto delle tre regole principali, che funzionano se seguite sempre e tutte e tre insieme: mascherine, distanziamento e lavaggio frequente delle mani.

«Non ci dimentichiamo inoltre che, se con i bambini e i ragazzi il virus si dimostra meno aggressivo a livello di sintomatologia, può non essere la stessa cosa per la popolazione più fragile con cui possono entrare in contatto.

Il Coronavirus è debole con i forti e forte con i deboli».

 

 



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