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Il Pd ascolano insiste:
«Screening per tutti gli studenti,
Fioravanti e Piunti si muovano»

ASCOLI - I democratici in pressing: «Le famiglie e gli studenti ci chiedono di fare i controlli dopo la riapertura delle scuole. Anche le liste di centrodestra sono a favore»
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«Lo screening per gli studenti è ancora fattibile e possibile, ci aspettiamo che i sindaci dei comuni dove si trovano le scuole superiori, a partire da Ascoli e San Benedetto, si muovano in pressing sulla Regione. Tanti genitori ce lo stanno chiedendo».

E’ l’appello che arriva dal Pd ascolano tramite la consigliera regionale Anna Casini, il capogruppo consiliare Francesco Ameli, il segretario comunale Angelo Procaccini e l’ex candidato sindaco Pietro Frenquellucci.

Anna Casini

Gli esponenti dem tornano sul caso scottante dello screening studentesco dopo il caso politico esploso sull’iniziativa del club services Soropotmist (leggi l’articolo) con tanto di ispezione annunciata dall’assessore alla sanità Saltamartini (leggi l’articolo).

«La nostra proposta -dice Casini- non è quella di pesare sugli operatori del sistema sanitario che dobbiamo ringraziare, ma che qualche esponente dell’attuale giunta in televisione ha voluto far passare come “untori” dei contagi in ospedale. Da angeli a untori.

Per realizzare lo screening chiediamo di mettere a sistema medici di base, farmacie e volontari come anche i club service che da soli potevano muoversi solo in due scuole visto che avevano 4 medici volontari. Ci aspettiamo ora che i sindaci come Fioravanti e Piunti si muovano e chiedano alla Regione di attivare i controlli sugli studenti. E’ troppo importante garantire la loro sicurezza e il volontariato deve intervenire dove ci sono i vuoti lasciati dalla politica».

Angelo Procaccini, Francesco Ameli e Pietro Frenquellucci

«Sono iniziative già prese in Lazio e Toscana -aggiunge Ameli- e che anche gli studenti ascolani ci chiedono e che noi avevamo proposto sin da dicembre (leggi l’articolo). Invece assistiamo a una grande confusione con l’intervento di soggetti privati poi stoppati dalla Regione. L’iniziativa dello screening era stata condivisa anche dai partiti della maggioranza di centrodestra come la lista Noi Ascoli».

«Non facciamo l’ opposizione che demonizza tutto -dice Procaccini- ma offriamo proposte e soluzioni concrete per evitare ad esempio di fare screening a macchia di leopardo. Temo invece che la sanità che prima era una priorità della Regione ora venga messa al pari delle altre cose».

«Anche in questa vicenda -concldue Frenquellucci- si dimostra l’inadeguatezza e l’improvvisazione della politica che vive sugli annunci. Penso alla vicenda dell’esternalizzazione della biblioteca comunale la cui delibera deve tornare in Consiglio perché ci si era dimenticati di chiedere il parere ai revisori contabili».

rp



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