Clamoroso tra i dilettanti: Carassai-Forcese finisce 63-0

TERZA CATEGORIA - Dopo la lunga squalifica inflitta al capitano, la squadra ospite protesta segnando autogol e restando immobile. Il presidente Flamini: "Decisione eclatante, ma non si può rovinare la carriera di un giovane senza prove"
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Tra i risultati del calcio dilettantistico ascolano di sabato 16 maggio ce n’è uno che, scorrendo la lista, salta immediatamente all’occhio: Carassai-Forcese 63-0. Sì, avete letto bene: la Forcese, nel girone G di Terza Categoria, ha subito ben 63 gol in 90 minuti. Praticamente uno ogni minuto e pezzo. Ma non pensate a combine o errori di battitura: dietro questo risultato si cela un forte, deciso e plateale gesto di protesta da parte della società.

 

(foto Facebook Polisportiva forcese)

Protesta contro alcune decisioni arbitrali e federali che la Polisportiva Forcese considera profondamente ingiuste: dopo la gara contro la Pro Calcio, infatti, il giudice sportivo Roberto Mestichelli ha inflitto una pesante squalificadieci giornateal capitano Fabrizio Polini in quanto rappresentante della squadra, dopo che sarebbero volati insulti razzisti verso un avversario senza che il diretto responsabile fosse stato individuato. Momenti di tensione che la Forcese aveva definito “breve baruffa verbale senza contatti fisici rilevanti e senza conseguenze” in un comunicato, in cui respingeva anche “con assoluta fermezza ogni forma di razzismo”.

 

La società e i compagni si sono così stretti attorno al proprio capitano, scegliendo di fatto di non giocare – anzi, giocarsi contro – sul campo del Carassai. Una protesta simbolica era stata annunciata, ma nessuno si aspettava qualcosa di così clamoroso. A Carassai i calciatori della Forcese hanno iniziato la gara segnandosi più autogol volontari. Poi, quando l’arbitro ha iniziato ad ammonire per condotta antisportiva, gli ospiti hanno sospeso le autoreti ma hanno iniziato a spostarsi davanti agli avversari agevolando dunque la goleada. Prima 10, poi 20, poi 30, poi 40… risultato finale: addirittura 63-0.

 

«È una forma di protesta e capiamo che siamo di fronte ad una decisione eclatante – le parole di Fabio Flamini, presidente della Forcese, riportate da MarcheingolNon è possibile rovinare la carriera di un giocatore comminando dieci giornate di squalifica senza prove concrete, come è successo nella partita contro la Pro Calcio. Ci sono squadre nel nostro girone che sono protette, i cui giocatori si permettono di sbeffeggiarci e non succede niente, nessun provvedimento. La Federazione deve alzare il livello, non è possibile avere arbitri ragazzini di 16 anni che addirittura prendono consigli dai loro genitori a bordocampo e rovinano la reputazione di calciatori senza nessuna prova. O peggio ancora, passiamo per razzisti senza nessun riscontro oggettivo. Noi dirigenti di squadre di piccoli paesi facciamo sacrifici tutto l’anno, togliamo tempo alle famiglie e ai nostri impegni quotidiani, e poi ci troviamo in queste situazioni spiacevoli“, conclude Flamini.


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